Il teatro Verdi di Porotto festeggia il centenario non solo sul palco ma anche dietro le quinte. Mentre venerdì 9 gennaio partirà la prima parte della stagione teatrale 2015, che spazia dalla tradizione dialettale alla storia in prosa, dalla musica al ballo, si avvicina la data dell’importante passaggio di proprietà. Nelle prossime settimane, infatti, i 15 soci ‘superstiti’ della società corale Giuseppe Verdi di Porotto, trasformatasi in associazione già dal 2006, cederanno gratuitamente l’edificio di via X Martiri 141 all’associazione, per fare in modo che il teatro non venga visto come bene privato ma come patrimonio della collettività.
Un patrimonio ora più che mai storico: dalla sua inaugurazione avvenuta il 23 maggio 1915, il teatro è sopravvissuto a due guerre mondiali, a un terremoto e a tanti momenti bui. Una storia travagliata da cui il piccolo teatro della frazione ferrarese è uscito rafforzato, bramoso di celebrare questa importante ricorrenza e speranzoso di poter aggiungere altre 100 candeline alla ‘torta’ porottese. Il compleanno del “Verdi” verrà festeggiato appunto il 23 maggio con il gran galà della lirica che porterà sul palco cantanti lirici di fama internazionale quali la soprano Raffaele Battistini, il tenore Giorgio Casciarri, il baritono Andrea Cortese e la mezzosoprano Cristina Guarino, in veste anche di direttrice artistica del gran galà. “È stato un onore per me organizzare questo grande evento dedicato alla lirica – commenta Guarino – e in questo lungo viaggio nel melodramma italiano verremo accompagnati anche dal pianista Gerardo Felisatti e dal narratore Daniele Nuovo”.
Il gran galà della lirica chiuderà una ricca programmazione che prenderà il via già da venerdì 9 gennaio con la compagnia dialettale Straferrara che porterà in scena “Al spàventapàsar” di Ultimo Spadoni e Werther Marescotti. La salvaguardia della tradizionale dialettale proseguirà venerdì 13 febbraio con lo spettacolo “Al celulàr l’è stà la mié ruìna” proposto dalla compagnia dialettale Scapadiz sotto la regia di Carlino Soavi, mentre i Straparot proporranno la rappresentazione di Giorgio Alberto Finchi “Truàr mujér” venerdì 27 febbraio. Protagonista il 6 marzo, invece, sarà la compagnia Il Teatrino di Renazzo che porterà in scena “Felice Belvedere – il testimone cieco” di Gaetano di Maio, mentre il 20 marzo sarà la volta del Teatro Minore Alberto Belli con il suo “Un marì ad scorta” di Alberto Belli. Ancora commedie dialettali il 18 aprile con la compagnia Briciole d’Arte sul palco con “At salùt Minghina” di Werther Marescotti e il 24 aprile con la compagnia Insieme per Caso in scena con “La Tosca a New York.. Udìo Màma” di Franca Facchini e Paola Finessi. La stagione dialettale si concluderà l’8 maggio con la compagnia Straparot che metterà in scena lo spettacolo “Che fàti pretés” di Giorgio Alberto Finchi.
Ampio spazio sarà dato alla musica con il grande ritorno a Porotto di Gian Paolo Zardi. “Al Verdi ho già avuto il piacere di presentare la satira di Lodovico – ricorda il regista ferrarese – mentre ora mi sto concentrando su uno spettacolo musicale dedicato alla vera storia di Ferrara”. Sabato 31 gennaio il gruppo Teatro Leggero Ferrara proporrà il musical “Ridere e..via col vento”: “Si tratta di una piccola anteprima dello spettacolo che andrà in scena al Comunale – anticipa Zardi – dove per la prima volta verrà presentata in chiave musicale la vera storia di Ugo e Parisina”. Dal musical in salsa estense si passerà al concerto della banda sinfonica di Voghenza diretta dal maestro Domenico Marcello Urbinati, in programma il 6 febbraio, e alla serata di ballo ed intrattenimento a cura del corpo di ballo Special Dance, in calendario il 20 febbraio. La musica italiana da salotto in stile “Dolce Vita” sarà protagonista il 13 marzo con il concerto di Souvenir d’Italie, mentre il 2 aprile la Scuola di Musica Moderna di Ferrara presenterà il saggio di musica a cura dell’associazione Musicisti di Ferrara. Le note riempiranno il “Verdi” anche il 10 aprile, con l’Operetta in frac dell’associazione Opera Entertainment per la regia di Giuliano Scaranello, prima della chiusura a cura del teatro porottese che il 15 maggio presenterà il gran galà del teatro con musica, ballo e magia, per dare il via ai festeggiamenti del centenario che si concluderanno il 23 maggio con il gran galà della lirica. L’unico appuntamento di prosa, intitolato “Figli della stessa rabbia” e realizzato da Shamira Benetti e Giorgio Testoni, è in programma il 23 gennaio per celebrare la Giornata della Memoria.
“Abbiamo potuto mettere in piedi una nuova stagione più ricca e strutturata – dichiara Shamira Benetti, vicepresidente e direttrice artistica – perché siamo uno dei pochi teatri della provincia che ha chiuso il bilancio in positivo, con oltre mille spettatori anche da fuori Ferrara tra ottobre e dicembre. Questo dimostra non solo il legame instaurato tra il teatro e la comunità, ma anche la nostra scelta di credere nella cultura a tutto tondo; una mossa che, nonostante le difficoltà, non ci ha mai deluso”. Un applauso al lavoro dell’associazione capitanata dal presidente Franco Ragazzi – che apre il teatro a nuove proposte e collaborazioni come prove, conferenze o attività sportive – viene dal vicesindaco Massimo Maisto, secondo cui è fondamentale “salvaguardare questi spazi che fanno valere la cultura a 360°”.“Ogni palinsesto di questo tipo è una conquista – commenta il vicesindaco – perché sarebbe sbagliato dare per scontato questi gioielli culturali che vanno protetti e sostenuti, nonostante le difficoltà di tenere aperto un teatro in provincia”.