di Anja Rossi
È stata una visita in anteprima quella che le autorità locali hanno fatto ieri mattina con il ministro Dario Franceschini, prima dell’inaugurazione della mostra “Lampi sublimi”, che vede esposte presso la Pinacoteca nazionale di viale Alfonso I d’Este le opere di Sebastiano Filippi, detto il Bastianino, salvate dal terremoto che due anni fa colpì anche la chiesa carmelitana di San Paolo nella quale erano situate. La mostra, comprendente anche opere di altri autori come Tiziano e Dosso Dossi, è stata una possibilità per le autorità di potersi confrontare con il ministro della cultura e del turismo sullo stato dei lavori di una Ferrara post sisma.
All’incontro erano presenti il sindaco Tagliani, che ha accompagnato a piedi il ministro dalla piazza fino al palazzo Diamanti, Luigi Ficacci della soprintendenza provinciale per i beni storici ed artistici, il presidente della fondazione Carife Riccardo Maiarelli, Don Massimo Manservigi, Anna Stanzani ispettrice della soprintendenza di Bologna e responsabile per l’unità di crisi post sisma, e Carla Di Francesco della direzione regionale per i beni culturali dell’Emilia Romagna.
Appena arrivati, Tagliani e Franceschini – accompagnati dalla Di Francesco e da Ficacci – hanno visitato le stanze della mostra. Carla Di Francesco ha spiegato al ministro l’esigenza di togliere le opere dalla chiesa di San Paolo poiché “anche prima del terremoto la chiesa era rimasta chiusa nell’abbandono da anni, poi sono arrivati i fondi richiesti al ministro Bray” perché c’era un effettivo rischio per le opere, che erano così tanto nell’incuria che “chiunque se le poteva portare via”. Il lavoro di spostamento e di messa in sicurezza è stato possibile grazie al finanziamento ottenuto dal precedente ministero, sotto la direzione appunto del ministro Massimo Bray, il quale finanziò questi lavori iniziali con 150 mila euro.
Una volta finito il giro alla mostra, è iniziata la presentazione al pubblico. “I 150 mila euro sono stati utilizzati per compere le operazioni mirate di messa in sicurezza – sottolinea la Di Francesco -. Avevamo deciso di dividere il fondo secondo l’anno finanziario, confido che quest’altra parte di soldi arrivi come allora ci fu promesso”. “Al tempo del ministro Bray ci fu la volontà di richiedere altri fondi – spiega in conferenza Franceschini -. Non siamo nella stagione migliore per delle spese, però c’è il mio impegno personale affinché queste opere possano tornare in tempi ragionevoli nella loro sede originaria, più ragionevoli mi auguro rispetto a quelli che si sono avvicendati per le opere della Basilica di San Cristoforo”.
Il sovrintendente Luigi Ficacci accende il dibattito in toni più polemici, sottolineando come “Lampi sublimi non è una mostra, ma è un salvataggio” e che per lui sublime – riprendendo il titolo della mostra – “è prima di tutto il lavoro di chi questa mostra l’ha resa possibile” visti i pochi soldi – fa intendere Ficacci – a disposizione. “Nessun paese d’Europa – continua il sovrintendente – riuscirebbe a produrre mostre di tale rilievo, con così tanta parsimonia nelle spese”. “Fare del rumore non serve, siamo un paese che vive di paradossi – gli risponde Franceschini -. Spendiamo molto per la costruzione di grandi mostre temporanee, ma non abbiamo mai promosso quelle permanenti. Credo che questa situazione offra un motivo di crescita per la città. Ci sono altri paesi che necessariamente devono vivere di mostre temporanee, ci sono invece paesi come Ferrara che se riuscissero a promuovere un museo con la stessa quantità di pubblicità e di risorse che vengono dedicate alla promozione di una mostra, valorizzerebbero il patrimonio permanente. È su questo che dobbiamo lavorare”.
Dario Franceschini cita un esempio ferrarese, quello del museo Boldini, le cui opere in seguito al terremoto furono spostate al palazzo Diamanti. “Prima del sisma faceva 10 mila visitatori all’anno – spiega il ministro -. Quando si è deciso con intelligenza di spostare il Boldini al palazzo Diamanti si sono ottenuti 100 mila visitatori in 3 mesi. Questa mostra è quindi la prova e vale anche per le opere di San Paolo da oggi in mostra in Pinacoteca. Ciò indica che dobbiamo trovare il modo di rivalorizzare il patrimonio permanente”. Su questa linea è anche il sindaco Talgliani, per cui questa mostra “che valorizza il patrimonio intrinseco della città, non è stata fatta per i turisti ma è fatta per essere visitata dai cittadini ferraresi e dalle scuole. Ferrara ha dei numeri da giocarsi come industria culturale, e la Pinacoteca è il contenitore ideale per rinnovare l’offerta ordinaria”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com