Cronaca
9 Dicembre 2014
L'elogio della democrazia del generale e politico ateniese compare sulla fiancata di un palazzo storico

Pericle sul muro: vandalismo o provocazione?

di Ruggero Veronese | 4 min

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unnamed (1)Semplice vandalismo o utile provocazione per una società che sembra dimenticare ogni giorno di più i principi della democrazia? Se lo sono chiesti in parecchi passando durante gli ultimi giorni all’incrocio tra via della Paglia e via Borgo di Sotto, dove qualche mano anonima ha imbrattato il muro di un palazzo storico con un lungo testo di vernice spray. Stile e grafia tutt’altro che impeccabili, anche se dopo qualche attimo l’attenzione si concentra sul contenuto del messaggio: “Qui ad Atene noi facciamo così”, si legge nella prima riga. L’inconfondibile incipit di un testo che continua ancora oggi – forse ancor più che in passato – a dare insegnamenti di politica, democrazia e tolleranza: il discorso agli ateniesi di Pericle del V secolo avanti Cristo.

Da domenica sera fino a tutta la giornata di lunedì decine di passanti si sono fermati per diversi minuti a leggere la scritta e a discutere del suo significato, spesso divulgando fotografie sui social network e avviando dibattiti con amici e conoscenti. I giudizi sono in prevalenza ambivalenti: un gran numero di persone infatti condanna il writer anonimo per l’imbrattamento di un palazzo antico, ma allo stesso tempo loda l’idea di ‘rinfrescare la memoria’ ai ferraresi sul concetto e il senso di sistema democratico. E non mancano neanche i commenti di chi propone di cancellare la scritta dall’angolo di via della Paglia ma di riproporla ‘ad imperitura memoria’ sui muri delle case di alcuni dei principali politici italiani.

Sulla cancellazione della scritta ci sono ben pochi dubbi, sia per il valore storico dell’edificio che per la frettolosa e tutt’altro che impeccabile esecuzione del murale, al quale mancano anche alcuni passaggi del famoso discorso riportato da Tucidide. Riproponiamo quindi il testo integrale di Pericle, cogliendo l’occasione per diffonderne il contenuto – senza macchie sulle pareti – anche tra chi in questi giorni non fosse passato in quell’angolo un po’ nascosto di Ferrara che ha visto in azione il ‘filosofico’ writer. Consci che la sua interpretazione è tutt’altro che scontata: del resto non fu proprio Umberto Eco a definre Pericle “un figlio di …..” proprio per il suo elogio alla democrazia? “Oggi – scriveva lo studioso italiano – diremmo che si trattava di un populismo Mediaset”.

unnamed (2)Qui ad Atene noi facciamo così.
Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così.

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