15 Novembre 2014
Gli ambientalisti protestano contro "l'ostruzionismo" della Provincia

L’informazione ambientale “imbavagliata”

di Elisa Fornasini | 3 min

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L’informazione ambientale è imbavagliata davanti al Castello Estense. Poco più di una trentina di ambientalisti si sono radunati questa mattina sotto la sede della Provincia di Ferrara per protestare e rivendicare il diritto di accedere alle informazioni ambientali prodotte dalle amministrazioni pubbliche, in particolare della Provincia che “continua nell’ostruzionismo informativo sui problemi ambientali del territorio negando l’accesso a informazioni che dovrebbe essere pubbliche, adducendo motivazioni assurde e invocando una normativa che non ha più senso”. A denunciare questa situazione definita “omertosa” è il medico igienista Luigi Gasparini che ha radunato per la sua battaglia in nome della trasparenza, un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste: comitato FerrAriaSalute di Malborghetto di Ferrara, associazione Amici della Terra di Ferrara, comitato spontaneo No Triv a Fe di Ferrara, gruppo spontaneo No Triv di Cento, gruppi dell’Unione Valli e delizie di Ostellato e del M5S di Ostellato, Gad (Gruppo Autonomo Discariche) di Casumaro, gruppo “Amici di Beppe Grillo – 5 Stelle per Cento e Frazioni”, gruppo “Cento in Movimento”, gruppo M5S di Ferrara, gruppo M5S di Argenta, gruppo M5S di Codigoro.

“La parola è trasparenza, il silenzio è omertà” si legge in uno dei cartelli degli ambientalisti, imbavagliati con sciarpe e foulard come simbolo della loro protesta che va avanti da mesi per cercare un dialogo con la Provincia, fino mai ottenuto. Il caso più eclatante è quello della proroga della concessione di coltivazione dei tre pozzi geotermici profondi di Casaglia: “La concessione trentennale è scaduta il 18 luglio – ricorda Gasparini – e l’amministrazione provinciale l’ha prorogata senza aver ottenuto un esito positivo della valutazione di impatto ambientale prevista dalla normativa vigente. Secondo la legge, la procedura dovrebbe partire tre anni prima con un bando pubblico mentre qui è stata prorogata un’attività non compatibile senza far sapere niente a nessuno, non hanno nemmeno pubblicato integralmente sul proprio sito internet l’atto di proroga”. Secondo gli ambientalisti la Provincia ha già più volte ampiamente dimostrato di non essere in grado di garantire la vivibilità ai residenti con altre scelte discutibili come le centrali a biogas, la centrale geotermica prevista a Malborghetto, la non chiusura della discarica di Molino Boschetti, l’ampliamento della discarica di Crispa di Jolanda di Savoia o la nuova azienda di lavorazione Ossidi di Ferro nel comune di Ostellato con relativo scarto di ceneri di Pirite, un materiale nocivo e potenzialmente cancerogeno.

La preoccupazione maggiore, oltre che ovviamente per la salute dei ferraresi, rimane l’accessibilità negata alle informazioni ambientali. “Ogni richiesta pervenuta in Provincia viene continuamente rimandata al mittente – sottolinea Gasparini, che ha vissuto questo ‘fenomeno’ in prima persona negli ultimi mesi – avvalendosi di cavilli legislativi o considerando i richiedenti, cittadini residenti o persone direttamente interessate, non adatte a ricevere informazioni ambientali. Eppure la convenzione di Aarhus del 1998 e il Dlgs 195/05 garantiscono il diritto alla trasparenza e alla partecipazione ai processi decisionali di governo in materia di ambiente, permettendo a chiunque ne faccia richiesta, senza motivazioni e senza avere in merito interesse specifico, tutti i documenti amministrativi che incidono o possono incidere sulla salute, sull’ambiente e sulla qualità della vita”.

Gli ambientalisti chiedono quindi più trasparenza da parte delle istituzioni e in particolare della Provincia di Ferrara “che deve garantire ai cittadini tutte le informazioni richieste per poterci permettere di partecipare ai processi decisionali e di valutare se le decisioni prese dalle istituzioni siano o meno dannose al territorio in cui viviamo e a noi stessi”.

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