Politica
13 Novembre 2014
La procura gli contesta 53mila euro, di cui 26mila per pranzi e cene

Rimborsi regionali, Malaguti: “Solo spese istituzionali”

di Ruggero Veronese | 4 min

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Alberto Balboni e Mauro Malaguti

“Questa consiliatura ha abolito i rimborsi spese a partire dal 2013, è possibile che a finire indagati siamo proprio noi?”. L’ex consigliere regionale di Forza Italia (ora iscritto a Fratelli d’Italia) Mauro Malaguti si difende dall’accusa di peculato che lo vede coinvolto, assieme ad altri 41 colleghi dei vari partiti e movimenti politici eletti in Regione, nell’inchiesta sulle “spese pazze” effettuate dal giugno 2010 al dicembre 2011. Spese che nel caso di Malaguti toccano i 53.773 euro, “tutti – afferma l’ex consigliere forzista – spesi nell’ambito della mia attività istituzionale”.

Al fianco di Malaguti anche l’ex senatore Alberto Balboni, suo collega di partito ma soprattutto avvocato di fiducia nella vicenda giudiziaria. Che mette in dubbio soprattutto la metodologia scelta dalla magistratura bolognese, che nel capo di imputazione contesta a Malaguti la totalità delle sue spese effettuate con il budget del gruppo consigliare: viaggi, pasti, pubblicità, valori bollati. “C’è un inversione dell’onere della prova – afferma Balboni -: hanno buttato tutte le voci di spesa nello stesso calderone. Ma come è possibile ora dimostrare che una determinata cena  è stata fatta con un associazione o un gruppo politico per scopi istituzionali?”.

Anche secondo Malaguti la radice del problema sta nella ‘vaghezza’ con cui venivano conteggiate le spese: “Dopo essere stato eletto mi è stato fornito un modulo in cui riportare quello che spendevo per la mia attività istituzionale e mi ci sono sempre attenuto. Spero che la magistratura controlli i miei conti correnti e verifichi che non ho guadagnato un euro. Anzi, dopo l’abolizione dei rimborsi ho continuato a svolgere le stesse attività, ma di tasca mia”. Il meccanismo stesso dei rimborsi ai consiglieri rende difficile un controllo efficace. I vari gruppi godevano infatti di un budget variabile a seconda del numero di consiglieri eletti, che ogni mese dovevano consegnare il modulo allegando gli scontrini per ricevere i rimborsi spese. Esemplare è il caso dei soldi per i viaggi in automobile: non avendo in dotazione una tessera carburante, la prassi suggerita dai capigruppo era di presentare lo scontrino di un acquisto fatto nel luogo di destinazione, per ‘certificare’ il proprio spostamento. “È ragionevole pensare che andassi a Comacchio solo per prendermi un caffè?”, si difende Malaguti, al quale vengono contestati 404 euro di spese al bar. Le voci più pesanti sono però altre, a partire dai 26.627 euro per pranzi e cene al ristorante, seguiti dai 14.798 euro per i viaggi (12.798 euro per rimborsi chilometrici, il resto per treni o aerei) e da 5.360 euro di spese di pubblicità. A seguire vengono i valori bollati (3.900 euro), gli alberghi (1.557 euro), gli omaggi (495 euro), i noleggi (420 euro), e attrezzature, spese telefoniche e libri per costi inferiori a 100 euro.

“Sull’onestà di Malaguti metto entrambe le mani sul fuoco – afferma Balboni -. Come si può sostenere che nessuna di queste spese sia stata fatta per svolgere l’attività istituzionale? Allora qualcuno deve spiegarmi a cosa sarebbero dovuti servire quei finanziamenti. Perchè avrebbe speso 3.900 euro in francobolli? La procura non contesta alcun episodio specifico”. Una menzione a parte merita la voce più consistente tra i rimborsi ottenuti da Malaguti: i 26mila euro spesi nei ristoranti. “Ho incontrato centinaia di persone o associazioni del territorio – afferma il consigliere indagato – e da questi incontri spesso nascevano le mie interrogazioni e la mia attività in consiglio. Quindi prendevo la macchina e andavo sul posto, e a volte offrivo la cena”. Cene che quindi, secondo Balboni, rientrerebbero perfettamente nella sua attività istituzionale: “Il momento conviviale diventava uno strumento di attività politica. Si può discutere sull’opportunità politica di questa spesa, ma un conto è il giudizio degli elettori, un altro è voler mandare un consigliere in galera”.

Quali quindi le prossime mosse di Malaguti e del suo legale? Balboni afferma di avere già richiesto una copia del fascicolo in procura e intanto cercherà di ricostruire con esattezza tutte le spese contestate al suo assistito. L’obiettivo è quello di arrivare a una richiesta di archiviazione, come già avvenuto con tempi assai rapidi per l’ex consigliere e attuale candidato alla presidenza della Regione per il Pd, Stefano Bonaccini. “Sono curioso di leggere le motivazioni della procura – afferma Balboni -. Bonaccini in un attimo ha avuto la capacità straordinaria, che noi comuni mortali non abbiamo, di spiegare in un singolo incontro centinaia di spese”.

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