
Salvini durante la visita a Bondeno
La visita di Matteo Salvini e Alan Fabbri al campo nomadi di via Erbosa, a Bologna, si conclude ancora prima di cominciare, dopo una contestazione da parte dei militanti dei centri sociali destinata a suscitare polemiche dall’una e dall’altra parte. Sul fronte della Lega Nord sicuramente per le immagini della precipitosa fuga del segretario nazionale e del sindaco bondenese. In cui si vede l’automobile con a bordo i due politici, circondata dai manifestanti, accelerare bruscamente incurante delle persone davanti al cofano e di un ragazzo in piedi sul tettuccio. Ma anche per la violenza di alcuni contestatori, che hanno preso a calci e pugni il mezzo in cui si erano rifugiati Fabbri e Salvini, rompendo parabrezza e lunotto posteriore.
L’episodio avviene in mattinata, attorno alle 11:30, mentre Fabbri, Salvini e la consigliera comunale bolognese Lucia Borgonzoni sono attesi al campo nomadi di via Erbosa. Ma la tensione aveva già cominciato a crescere prima del loro arrivo, quando un gruppo di militanti della Lega Nord si è presentato davanti ai cancelli con il cartello di un’iniziativa di raccolta firme per la chiusura dei campi nomadi. Alcuni ragazzi dei centri sociali si avvicinano e strappano la scritta dalle mani dei leghisti: partono insulti e spintoni e la polizia, in assetto antisommossa, divide le due parti cercando di placare gli animi. Ma è solo il preludio del vero scontro. Fabbri e Salvini una volta arrivati in zona chiedono alla stampa di radunarsi poco distante, nel parcheggio dell’Hippobingo, per rilasciare alcune dichiarazioni e fare il punto della situazione con le forze dell’ordine. La voce circola e arriva alle orecchie dei manifestanti, che si presentano sul posto in una trentina e danno il via alla contestazione.

Le foto dell’automobile pubblicate da Matteo Salvini
Nei minuti successivi la confusione regna sovrana e non è semplice chiarire in quale momento Salvini e Fabbri abbiano deciso di rifugiarsi all’interno dell’automobile. Contattato da Estense.com, il sindaco di Bondeno afferma che una volta arrivati i manifestanti (“nessun nomade, solo persone dei centri sociali”, specifica Fabbri) abbiano accerchiato lui e Salvini. A quel punto “siamo corsi via e abbiamo chiamati l’autista. Quando siamo saliti in macchina hanno cominciato a picchiare con pugni e calci, sono saliti sul cofano e sul tetto. A quel punto l’autista per salvarci ha accelerato, mentre un ragazzo era ancora sopra l’automobile, ma non è stato investito nessuno. Da quanto mi risulta non ci sono persone ferite”. Una versione decisamente ‘ammorbidita’ rispetto alle dichiarazioni dei militanti e di Marcello Zuinisi, rappresentante dell’associazione Nazione Rom, che contattato dalla nostra redazione parla apertamente di “due ragazzi investiti, uno dei quali ferito a una gamba”. Ma anche le immagini pubblicate su Youreporter sembrano contraddire almeno in parte il sindaco bondenese, mostrando almeno tre persone davanti al cofano e sbalzate via – fortunatamente ai lati dell’auto – al momento dell’improvvisa accelerata.
Un episodio infelice per entrambe le parti e che si inserisce in una campagna elettorale che di certo non passerà alla storia per i suoi toni morigerati. Ne è convinto anche lo stesso Zuinisi, che questa mattina attendeva Fabbri e Salvini per un incontro all’interno del campo nomadi. “Mi dispiace molto per quello che è successo e per l’auto di Salvini – afferma il responsabile di Nazione Rom -, ma è la dimostrazione che chi semina odio raccoglie tempesta. Ho fatto di tutto per prevenire l’odio e la violenza, ma questa propaganda della Lega Nord sta seminando intolleranza e non bisogna stupirsi se a un certo punto accadono questi episodi. Ancora una volta esprimo la mia più totale disponibilità ad avere un confronto pubblico con Salvini, ma ci siamo anche rivolti alla procura e al Ministero dell’Interno per chiedere che sia sospesa la campagna elettorale della Lega Nord, visto che sta sfruttando messaggi vietati dalla legge, che proibisce di fare propaganda razzista. Si pensi alle parole dell’eurparlamentare leghista Gianluca Bonanno, secondo cui i rom sono bugiardi e hanno il furto nel dna”.
Dal canto suo, Fabbri respinge ogni accusa di sfruttare propaganda razzista e dice la sua riguardo alla visita che avrebbe dovuto effettuare al campo di via Erbosa. “Noi non abbiamo lanciato messaggi che ispirino a violenza razziale: l’incontro di Salvini era per controllare come vengono spesi i soldi dei bolognesi. Non si tratta di essere razzisti, ma solo di capire perchè ai sinti, che hanno gli stessi diritti degli italiani, bisogna pagare le bollette dell’elettricità soltanto per la loro origine e non perchè hanno problemi economici”.
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