Politica
5 Novembre 2014
I quattro candidati alle regionali si presentano e puntano tutto su sanità, sicurezza e rinnovamento

Lega Nord contro Bonaccini: “Candidato d’apparato”

di Ruggero Veronese | 4 min

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unnamed (38)La sanità emiliana? “Inefficiente”. Gli immigrati dell’operazione Mare Nostrum? “Non sono veri profughi di guerra”. E il candidato del Pd Stefano Bonaccini? “Un avversario che più di apparato non potrebbe essere”. Non guardano in faccia a nessuno i candidati ferraresi alle regionali per la Lega Nord, spinti sulle ali dell’entusiasmo dalla ‘esplosione’ di popolarità di Alan Fabbri, sindaco leghista di Bondeno e ora candidato alla presidenza della Regione. “Giochiamo per vincere”, si sbilancia il segretario provinciale Fabio Bergamini, che illustra i principali punti programmatici prima di cedere la parola ai quattro candidati: l’ex vicesindaco di Comacchio e avvocato Maura Tomasi, la 50enne bondenese Ornella Bonati, capogruppo leghista nel consiglio di Bondeno e dipendente in uno studio tributario, il 32enne centese Marco Pettazzoni e il 52enne libero professionista Umberto Cataruzza De Lugan.

Lo slogan della campagna elettorale della Lega Nord recita: “Scegli un sindaco”. Un messaggio ripreso da Bergamini soprattutto per sottolineare la distanza tra Alan Fabbri e il suo principale avversario Bonaccini. “Un’idea nata qualche settimana fa a Mantova insieme a Matteo Salvini – spiega il segretario -, e ci ha fatto molto piacere aver avuto in brevissimo tempo l’appoggio di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Per noi è una scelta di rottura anche per differenziarci dalle candidature di apparato, con tutto il rispetto per Bonaccini: Fabbri è una persona del terriotrio, che ha saputo gestire problemi più grandi di noi (il riferimento è all’emergenza terremoto, ndr) e che anche politicamente ha saputo essere trasversale”.

Passando ai punti programmatici, Bergamini si sofferma sul tema sanità e propone di imitare il modello lombardo-veneto per ridurre i tempi di attesa delle visite, definiti ora “al di là della decenza”. Tra le proposte vi è quindi, oltre all’apertura degli ambulatori anche in orari serali e nel fine settimana, anche la partenership col privato, “senza preclusioni ideologiche” puntando a “finanziare maggiori servizi”. Altro tema caldo è naturalmente quello dell’immigrazione, storico cavallo di battaglia del partito di Matteo Salvini. Secondo Bergmini tra l’opinione pubblica sono diffusi due errori: che “i profughi vengono da paesi in guerra” o che “scappano dalla fame e dalla miseria”. Argomenti ‘confutabili’ secondo il segretario leghista perchè “a Ferrara non c’è nessuno immigrato dalla Siria o dalla Libia, dove c’è la guerra, ma soprattutto dal Senegal, dalla Nigeria o dal Camerun. Persone che hanno speso anche 10mila euro per approdare in Italia e che non versavano in condizioni di miseria”.

Durante la propria presentazione i candidati si alternano tra i vari temi: la Tomasi parla di una “sanità regionale gestita male” e prende come esempio l’ospedale San Camillo di Comacchio, ristrutturato per 14 milioni di euro e poi costretto a chiudere, per poi proporre trasporti verso la costa più efficienti per i turisti in arrivo nel capoluogo e dice la sua in tema di Parco del Delta: “Più che di trasformarlo in parco interregionale occorrerebbe rideterminarne i confini: il centro storico di Comacchio non ha nulla a che vedere con la biodiversità, ma per aprire una finestra in un muro occorre chiedere il permesso all’Ente Parco”. Pettazzoni parla invece di “tolleranza zero verso la criminalità: appoggeremo tutti i cittadini che vogliano intraprendere iniziative per la sicurezza”, prima di passare la parola alla Bonari, che si presenta come “filo diretto tra la Regione e il territorio” e propone soprattutto una “minor pressione fiscale e una maggior velocità di accesso alle pratiche burocratiche”. Cataruzza torna invece sul nodo sanità soffermandosi soprattutto sulle cifre: “Sono un uomo di numeri e guardo al 70% del bilancio regionale speso in sanità. Sono convinto che si possa risparmiare almeno un 3-4% degli otto miliardi e mezzo di euro spesi in questo ambito, senza tagliare servizi ma solo eliminando gli sprechi. In questo modo libereremmo risorse per altri progetti, come le collaborazioni con università e startup adatte al nostro territorio, ad esempio per l’agricoltura o l’itticoltura. Per non parlare dell’importanza di Cento dal punto di vista industriale”.

In chiusura Bergamini fa il punto sul braccio di ferro tra Fabbri e Bonaccini, che a suo avviso potrebbe riservare sorprese in una regione storicamente dominata dal centrosinistra. “La candidatura di Bonaccini è un po’ stiracchiata, soprattutto per le questioni legali sulle spese in Regione. Noi della Lega Nord non abbiamo ricandidato nessuno degli indagati, mentre il candidato Pd si è sfilato dai problemi abbastanza agilmente, ma non è supportato dall’entusiasmo dell’elettorato. Per noi è una grande opportunità: abbiamo un candidato brillante che ha puntato sui problemi dei paesi e delle città piuttosto che sugli incontri con il potere consolidato”.

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