Politica
16 Ottobre 2014
Mauro Presini e Margherita Aurora appoggiano la legge di iniziativa popolare

“La buona scuola è furba, finta e frivola”

di Elisa Fornasini | 4 min

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OLa campagna di ascolto “La Buona Scuola in Tour” promossa dal governo Renzi è come il premier: furba, finta e frivola. A dirlo sono gli insegnanti Mauro Presini e Margherita Aurora, entrambi candidati alle elezioni regionali nella lista L’Altra Emilia Romagna, poco prima dell’inizio della tappa ferrarese del tour all’istituto Bachelet dove Alessandro Fusacchia, capo di Gabinetto del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha incontrato a porte chiuse i dirigenti scolastici ed amministrativi della Provincia di Ferrara. L’incontro, volto a promuovere il piano per riformare il sistema scolastico, ha ricevuto dure critiche da parte dei due candidati alla versione regionale de L’Altra Europa per Tsipras, che hanno presto spiegato la propria posizione con un’oculata scelta di aggettivi.

“Questa campagna è furba perché presenta una proposta di riforma redatta prima di ascoltare i cittadini, finta perché nessuno può modificare l’assetto già fatto e frivola perché non affronta i problemi quotidiani della scuola”. A entrare più nel dettaglio dei gravi problemi che affliggono il sistema scolastico è Presini, docente alla scuola primaria di Cocomaro di Cona: “Il ministero dell’Istruzione non riesce a preparare le graduatorie dei docenti supplenti in tempo utile per l’inizio dell’anno scolastico, un’inefficienza che porta diverse classi a cambiare il proprio insegnante, creando una situazione difficile che diventa ancora più grave quando si tratta di insegnanti di sostegno perché il rapporto già costruito con gli alunni con disabilità viene bruscamente interrotto. Inoltre le ore in deroga per i ragazzi con disabilità grave vengono concesse solo adesso e sono del tutto insufficienti”. Il premier è stato definito furbo anche per come ha gestito l’annuncio dell’assunzione dei 148.100 precari nel settembre 2015: “L’Italia era obbligata ad assumere i precari storici – ricorda Presini – per non incappare in una multa da 4 miliardi di euro da parte della Corte Europea. Renzi ha messo in atto un semplice gioco al risparmio”.

La denuncia della campagna di ascolto, che a detta di Presini “non dovrebbe neanche avere questo nome perché l’ascolto attivo è sinonimo di partecipazione mentre questo incontro si svolge a porte chiuse per presentare un testo contingentato”, si affianca così a quella della buona scuola che “scardina i principi della democrazia scolastica fondata sul pluralismo, dell’uguaglianza del sistema scolastico, della collaborazione collegiale e del lavoro condiviso”. Al suo posto, L’Altra Emilia Romagna appoggia la legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica intitolata “Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia”. La Lip era stata depositata alla Camera nel 2006 ma, dopo i vari cambi di governo, era decaduta fino a tre mesi fa quando diversi parlamentari di differenti partiti l’hanno ripresentata il 2 agosto al Senato e il 12 settembre alla Camera

“Questa è la scuola in cui crediamo – dichiara Presini – perché è una proposta partita dal basso, frutto di un dibattito che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d’Italia, un percorso articolato ed onesto culminato con la raccolta di oltre 100mila firme. Questo disegno di legge propone una scuola che si fonda sulla Costituzione e sui suoi principi del pluralismo culturale, della laicità, del perseguimento dell’uguaglianza e della partecipazione democratica al governo della scuola. Vogliamo una scuola incentrata sulla formazione dei cittadini e non funzionale solo alla creazione di lavoratori che getta le basi per la precarietà fin dlal’istruzione”.

A condividere in toto le rimostranze di Presini è Margherita Aurora, insegnante alla scuola elementare di Copparo nonché segretaria del circolo copparese di Rifondazione Comunista, che critica il piano di Renzi anche perché non tiene conto del personale Ata. “Le persone migliori per decidere il futuro del sistema scolastico sono quelle che a scuola ci lavorano tutti i giorni e proprio non si capisce perché il personale amministrativo, tecnico e ausiliario non venga nemmeno citato nel documento. Come non sono ben chiari i criteri di avanzamento di carriera per merito che comporterà l’abolizione di tutti gli scatti di anzianità e del riconoscimento economico solo a due terzi dei docenti, non si sa come meritevoli, dal 2019. È un metodo fallato, al suo posto sarebbe meglio riproporre il concorso per merito distinto che affianca gli scatti di anzianità ad un test che, se superato, dà l’accesso a premi economici per il merito”.

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