Sarà pure un ente destinato alla chiusura, ma essendo momentaneamente ancora in funzione e con ancora alcuni importanti compiti da svolgere, qualche soldo in più non farebbe sicuramente male. Invece, all’instabilità dovuta dalle prospettive a breve termine, ad una legislazione ancora poco chiara, ad anni di tagli sui trasferimenti erariali, il nuovo ente definito dalla riforma Delrio dovrà probabilmente confrontarsi anche con un ulteriore smacco per permettere al Governo di coprire gli ormai famosi 80 euro in busta paga promessi e consegnati dal premier Matteo Renzi (ad alcuni) prima delle elezioni europee.
A spiegarlo è la dirigente del Settore Bilancio e Servizi informatici Anna Previati, intervenuta durante il primo consiglio provinciale guidato dal presidente-sindaco Tiziano Tagliani per illustrare in breve la situazione economico finanziaria dell’ente. Tra le entrate c’è infatti quella derivante dall’imposta sulla Rc Auto (calcolata al 12,5%): “Sono entrate non gestite direttamente dalla Provincia – spiega la dirigente – ma dal ministero dell’Economia e delle Finanze e forse sarà proprio qui che il Governo deciderà di operare i tagli per gli 80 euro, dunque dovrebbero essere circa 2,9 i milioni di euro che non arriveranno nel 2014”.
Entrate minori che si faranno probabilmente sentire nella gestione dei compiti ancora affidati alla Provincia: dalle strade all’edilizia scolastica, passando per turismo, ambiente e territorio. Il quadro risultante dai bilanci è però ancora positivo e in equilibrio come richiesto dalla legge, con un margine di 6,5 milioni risultante dall’assestamento di bilancio che andrà a finanziare oltre 40 milioni di investimenti.
Lo stock di debito della Provincia si assesta su 72 milioni di euro, circa 20 in meno di qualche anno fa e che dovrebbe essere destinato a ridursi ancora di più dato che l’ente, da tempo, non ha acceso alcun mutuo per coprire le proprie spese. “Per il momento – spiega ancora Previati -non ci sono problemi di liquidità e dunque la Provincia è in grado di pagare i propri debiti”.
Entrate statali a parte, Tagliani potrà ancora contare su un buon bagaglio di entrate costituite soprattutto dai trasferimenti regionali (circa 17 milioni in fondo capitale per le deleghe ancora esistenti), dalla valorizzazione del Castello – “che frutta tra i 500 e i 600 mila euro ogni anno portati dalla biglietteria” – da alcune entrate extra-patrimoniali, sanzioni stradali (anche se in calo), alcuni milioni di euro dall’imposta provinciale sulle transazioni legate al mercato automobilistico e dal tributo provinciale ambientale.
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