
Mariusz Chowaniak
Prende un’automobile in prestito dal suo datore di lavoro ma, per riportarla indietro, chiede in cambio un prestito in contanti. Una pretesa di cui di certo non è stato molto contento il proprietario del mezzo, che ha accolto il suo ‘ingrato, dipendente a suon di pugni. Ma per il 28enne polacco Mariusz Chowaniak al danno si è aggiunta la beffa. Perchè una volta ricoverato all’ospedale, dopo aver raccontato l’accaduto agli agenti di polizia, si è anche trovato imputato in un processo per tentata estorsione, a causa della sua pretesa per la restituzione dell’automobile.
Al momento del processo Chowaniak si trovava già nel carcere di via Arginone, per scontare 20 anni di reclusione per l’omicidio di Leda Avanzi, la 94enne ferrarese uccisa nella sua abitazione nel settembre 2012 durante una tentata rapina. L’episodio in questione si è svolto invece qualche mese prima, nel maggio 2012′ quando il giovane polacco lavorava in un’impresa edile del ferrarese. Chowoniak chiese l’automobile in prestito al proprio principale. Dopo qualche giorno questo gli chiese però il mezzo indietro, ma per tutta risposta si trovò la richiesta economica del proprio dipendente. Reagì – secondo la versione dell’imputato – con un vero sfogo di violenza, tanto da farlo finire all’ospedale. Ad avviare la denuncia per tentata estorsione fu invece la procura, informata dagli agenti di quanto riferito dal giovane polacco, mentre il suo ex datore di lavoro ha preferito non costituirsi parte civile.
Il processo che si è tenuto nelle aule del tribunale ha visto ieri l’assoluzione di Chowoniak. Il giudice ha infatti dato credito alla linea del suo difensore, l’avvocato Carletti, secondo cui è impossibile parlare di estorsione di fronte alla richiesta di un prestito. Una notizia che non cambia comunque di molto la sorte del 28enne, condannato nel novembre scorso a 20 anni di reclusione insieme ai suoi coetanei rumeni Florin Catalin Leneschi e Marius Valer Damian per l’omicidio dell’anziana ferrarese.