Cronaca
28 Settembre 2014
Con la "Notte dei Ricercatori" Unife ha aperto le porte dei laboratori per presentare le sue attività

Niente camice, la scienza è in piazza

di Elisa Fornasini | 5 min

I riflettori della ricerca si sono accesi in piazza Municipale per illuminare la passione dei ricercatori e l’entusiasmo dei curiosi che venerdì, a partire dalle 15 fino a mezzanotte, sono passati tra gli stand per scoprire le attività di ricerca svolte all’interno dell’Università di Ferrara. I laboratori dell’ateneo estense aprono le porte alla cittadinanza in occasione della “Notte dei Ricercatori” per far scoprire ciò che quotidianamente accade tra le loro mura e per far conoscere ai cittadini, ai bambini e alle loro famiglie, il mestiere e la missione del ricercatore. E il tutto con metodi semplici: tra conferenze, esperimenti, spettacoli e lezioni aperte, il pubblico di tutte le età ha potuto vedere da vicino le competenze degli scienziati estensi nei diversi settori scientifici, dalla materie umanistiche a quelle economiche, dall’urbanistica alla medicina, dall’alimentazione al patrimonio geologico.

I “camici bianchi della scienza” hanno così indossato le maglie gialle della “Notte dei Ricercatori”, in omaggio per tutti quelli che hanno compilato un breve questionario al primo gazebo, per preparare l’incontro tra scienza e città in nome della sostenibilità. Il denominatore di questa edizione, la sostenibilità, è stato proprio il paradigma centrale di tutte le attività di ricerca, di formazione e di gestione svolte dall’Università di Ferrara, al fine di sviluppare, promuovere ed incrementare progetti, strategie ed azioni coerenti con un concreto “sviluppo sostenibile”. Il primo gazebo era appunto dedicato ai “progetti di sostenibilità di Unife” dove sono stati presentati i progetti Tessi (dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche: Luisa Pasti), Energia e sostenibilità nella società moderna (Infn Ferrara: Pietro Dalpiaz) e UnifeSostenibile (Università degli Studi di Ferrara: Vincenzo uidi, delegato del rettore alle politiche di sostenibilità).

A riscuotere più successo l’iniziativa “Dai grandi laboratori alla vita di tutti i giorni” promossa dal gazebo riservato alla “sostenibilità nella fisica e scienze della terra”. Mentre l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare presentava le attività della Notte Europea dei Ricercatori, organizzate nell’ambito del progetto Dreams coordinato da Frascati Scienza e finanziato dalla Commissione Europea, il dipartimento di Fisica e Scienze della Terra di Unife proponeva esperimenti e ne illustrava il funzionamento. A partire dai pannelli solari a concentrazione “chiamati così – spiega Roberto Calabrese – perché concentrano la luce del sole tramite degli specchi e la riflettono su celle solari di piccola dimensione ma ad altissima efficienza”. Nello specifico, 1 mq di pannello utilizza solo 25 cm quadrati di cellula ad alta tecnologia, mentre il resto tutto il resto è materiale riciclabile. “È un prodotto innovativo – sottolinea Calabrese – perché con un investimento iniziale maggiore è possibile avere un ritorno doppio rispetto a un pannello solare normale. Questi pannelli a concentrazione sono stati introdotti sul mercato quest’anno e attualmente vengono installati in Egitto ed Emirati Arabi; in Italia sarebbe un mercato buono al sud ma i meccanismi di incentivazione dell’energia solare sono ormai svaniti, un problema politico tutto italiano”.

A volte la ricerca si scontra con la realtà, a volte la forma. È il caso della ‘doccia’ a raggi cosmici, particelle che provengono dal sole e che attraversano tutto interagendo tanto debolmente con la materia da non essere percepiti. Per percepire il flusso occorrono strumenti particolari, gli scintillatori, che hanno la capacità di rilevare quando passa un raggio cosmico e, tramite led, è possibile visualizzare questo passaggio. Il principio rimane invariato anche per la base dei pannelli colorati ottimizzati per lavorare con la luce del sole. Affianco si illuminano quelle che sembrano essere delle piccole candele e invece è il tubo di Rubens: il tubo perforato alimentato a propano, collegato a un generatore di frequenza sonora, permette di visualizzare l’onda sonora. C’è da dire che queste non sono assolutamente innovazioni nuove ma rimangono comunque affascinanti per chi si approccia di rado al mondo della scienza.

Tanti altri i temi trattati: sostenibilità per l’edilizia, l’urbanistica e il territorio; ricerche e metodiche sostenibili per il controllo delle malattie da animali; contributo della Camera di Commercio per l’Università di Ferrara; alimentazione e sostenibilità; valorizzazione sostenibile del patrimonio geologico e di risorse naturali; nuove tecnologi per la comunicazione scientifica sostenibile; cultura della sostenibilità e sostenibilità nella cultura. Ma non solo: presenza ormai consolidata quella dell’European Corner che ha fornito informazioni sulla mobilità europea ed extraeuropea. In particolare i fari hanno illuminato il contributo di Telethon per Unife: due gruppi di ricerca hanno vinto il concorso per la ricerca sulle malattie genetiche rare ricevendo finanziamenti da 200mila euro ciascuno. Il viaggio tra le scoperte della medicina, della chimica, della tecnologia e della salute prosegue nel settore alimentare dallo studio della chimica degli alimenti illustrato da Vincenzo Brandolini (“per lavorare sulla qualificazione dei prodotti alimentari creando metodi che permettano di rintracciare l’autenticità del prodotto in un’ottica di sicurezza e certezza per il consumatore”) ai problemi della contaminazione dovuta alla tossicità del pesticidi presentata da Alberto Mantovani (“la scommessa è trovare trattamenti che abbattano la tossicità mantenendo intatte le caratteristiche del prodotto, siamo sulla strada giusta ma si potrebbe fare di più”).

Il percorso si concludeva con un tuffo nel benessere a cura del dipartimento di Scienze della vita e biotecnologie che, tra le varie attività, si occupa di cosmetologia con la ricerca delle molecole, con il master post laurea fondato nel 1980 che ha formato oltre 500 cosmetologi e con Ambrosia Lab, spin off di Unife che alla manifestazione ha proposto campioncini di crema per il viso con la particolarità di avere il 995% di ingredienti di grado alimentare. L’iniziativa scientifica si è conclusa con una nota ‘musicale’: alla sala Estense si è esibito il duo Luca Bretta & Elis che ha proposto un repertorio di inediti e cover pop/rock.

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