Porto Garibaldi. Non sono uscite novità dall’incontro tra i vertici di Servizi Ospedalieri, le segreterie territoriali di Filctem-Cigl, Uiltec-Uil e Femca-Cisl e i rappresentanti delle Rsu tenutosi nella giornata di mercoledì a Porto Garibaldi.
L’obiettivo dell’incontro – preceduto dal coordinamento delle segreterie nazionali per vagliare la situazione globale dei siti di Ferrara, Lucca, Teramo, Bologna e del Lazio – era quello di fare il punto della situazione sul mercato – in profonda crisi – dei servizi di lavanderia e, nello specifico, sulla situazione nel comacchiese. “L’azienda ha riportato quello che già ci era stato detto nei precedenti incontri – spiega Mauro Cavazzini, segretario generale della Filctem-Cgil -, ovvero una situazione che non è né peggiore né migliore rispetto a quella di questa primavera e con un mercato in crisi anche per via dei tagli fatti con la revisione della spesa”. “Quello che però abbiamo avuto modo di constatare – prosegue Cavazzini – è che l’azienda non ha un piano industriale particolare per aggredire il mercato, ma è piuttosto attendista”.
L’unico elemento di novità, rivela ancora Cavazzini, è che l’azienda ha annunciato che entro fine settembre dovrebbe arrivare il report dell’advisor previsto dall’accordo con le istituzioni nella scorsa primavera: “Nell’accordo era previsto un advisor per elaborare uno studio di fattibilità per l’occupazione nel territorio di Porto Garibaldi e Comacchio che è in profonda crisi. Si tratta di uno studio esplorativo per vagliare le possibili opportunità di lavoro tramite attività alternative a quelle svolte da Servizi Ospedalieri o con soggetti industriali diversi, pagato da Servizi Ospedalieri e a cui dovrebbero aver collaborato Unindustria e Legacoop. Adesso – prosegue Cavazzini – attendiamo di vedere i risultati del lavoro che certo non ha un obiettivo semplice, ma noi siamo aperti a soluzioni in grado di dare delle aspettative serie alle persone”.
L’accordo, raggiunto il 16 gennaio dopo un tavolo regionale durato 7 ore, era stato siglato ufficialmente a Roma il 24 gennaio con la previsione di 24 mesi di cassa integrazione per tutti i 114 lavoratori dello stabilimento comacchiese e con l’azienda che si impegna a trovare un percorso di riallocazione dei dipendenti, prima esplorando le ipotesi di potenziamento dell’attività produttiva di Ferrara e poi attraverso l’assorbimento in altre imprese di Manutencoop. L’accordo prevedeva, come spiegato, anche una parte rivolta alle istituzioni con un percorso di reindustrializzazione del sito produttivo avvalendosi di un advisor e dell’interesse di Legacoop e Sipro in modo da trovare nuove soluzioni occupazionali per il territorio comacchiese.