La mafia al Nord esiste. A testimoniarlo sono i dati dell’Anbsc (l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata) rielaborati dal network di data-journalism “Dataninja” nell’ambito del progetto partecipativo Confiscatibene, che parlano di oltre 1700 beni confiscati alle mafie nelle regioni del Settentrione.
In Emilia Romagna il totale – tra immobili e aziende – delle confische e dei sequestri arriva a 112 beni sottratti alle organizzazioni mafiose, di cui 86 sono immobili e 26 aziende. Numeri che raccontano solo una parte della realtà dato che i frutti delle inchieste giudiziarie del 2012 e del 2013 devono ancora arrivare. Ferrara non è esente dalle contaminazioni: sono infatti 16 i beni posti sotto sequestro o confisca nel nostro territorio, 14 immobili e 2 aziende appartenute alla malavita. Nello specifico si tratta di un abitazione autonoma, sei appartamenti in condominio, cinque terreni agricoli, un terreno edificabile e un fabbricato per quanto riguarda gli immobili e una Srl e una società in accomandita semplice per quanto riguarda le aziende.
La ripartizione per comuni parla di cinque beni sequestrati o confiscati ad Argenta (una unità immobiliare a destinazione commerciale e industriale, un appartamento e quattro terreni agricoli), due immobili abitativi a Comacchio (una casa indipendente e un’appartamento in condominio), quattro appartamenti in condomino a Ferrara (assegnati poi al Comune e ai carabinieri) e tre terreni agricoli a Portomaggiore.
A muoversi nella nostra regione è in particolare il clan dei Casalesi di Caserta, la cui presenza è stata segnalata anche nella provincia di Ferrara oltre che in quelle di Ravenna, Parma, Reggio Emilia e Rimini.
Di seguito la mappa interattiva elaborata dal network Dataninja per Confiscatibene (rilasciata sotto licenza CC-by 4.0 International, quindi liberamente riutilizzabili per qualsiasi uso), progetto partecipativo per favorire la trasparenza, il riuso e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, attraverso la raccolta, l’analisi dei dati e il monitoraggio dei beni stessi. Alla sua costruzione e implementazione partecipano giornalisti, attivisti e tecnologi. La mappa si basa sui dati ufficiali dell’Anbsc ed è sincronizzata con i dataset aggregati presenti sul sito Confiscatibene.it.
Istruzioni: i controlli in alto a sinistra permettono rispettivamente di zoomare, selezionare il livello territoriale di interesse, resettare la mappa, cercare un comune specifico per nome. L’intensità del colore è proporzionale al numero di beni confiscati presenti sul territorio, come descritto dalla legenda in basso a sinistra. Cliccando su un territorio si visualizzano i relativi dettagli nella info window in basso a destra (numero dei beni per tipologia, nel caso degli immobili sono esclusi quelli non confiscati in via autonoma), da cui è anche possibile condividere le informazioni sui principali social network e scaricare l’elenco completo dei beni presenti in formato csv.