Cronaca
4 Settembre 2014
Anziché la riduzione per pagamenti veloci i tempi del bonifico hanno causato l'effetto opposto

Paga la multa con lo sconto, ma le arriva il doppio

di Ruggero Veronese | 3 min

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Pagare una multa entro cinque giorni dalla sua notifica e ricevere in cambio, otto mesi dopo, un ulteriore addebito che raddoppia l’importo da versare. Si sfoga sulle pagine di Estense.com la cittadina che mostra tutta la documentazione relativa a una sanzione stradale, ricevuta a metà gennaio, e al suo successivo carteggio con gli uffici della polizia provinciale. Che mostrano chiaramente come, ancora una volta, le trappole della burocrazia abbiano mietuto un’altra vittima nella provincia estense.

La donna infatti era incappata in un autovelox il 14 gennaio, mentre guidava lungo via Copparo a una velocità superiore ai 70 km orari. Nulla da contestare riguardo alla sanzione (notificata il 29 gennaio): la guidatrice sostiene che la sua andatura era solo di pochi chilometri superiore al limite ma – dura lex sed lex – ha mandato già il rospo e si è preparata a effettuare il bonifico il prima possibile per poter beneficiare dello sconto. Dal 21 agosto del 2013 è stata introdotta una norma secondo cui è possibile ricevere una riduzione del 30% se si effettua il pagamento entro cinque giorni dalla notifica: in questo modo la ferrarese avrebbe potuto pagare 43,28 euro invece dei 61 contestati.

Ma la brutta sorpresa – scoperta parecchi mesi dopo – era in agguato. “Con quello che credevo un eccesso di zelo – racconta la donna -, mio marito aveva preventivamente telefonato alla polizia per chiedere se si poteva pagare con un bonifico online, ottenendo risposta affermativa”. E così due giorni dopo aver ricevuto la notifica, il 31 gennaio, la coppia effettua il pagamento via web e dopo qualche tempo si dimentica della faccenda. Non potevano immaginare che, il 2 settembre, avrebbero trovato nella buchetta delle lettere una “richiesta di integrazione” da 55,30 euro.

Il motivo? Si trova scritto nella missiva della polizia provinciale: “È emerso che ci è pervenuto un pagamento pari a euro 43,28, in data 04/02/2014, quindi il versamento è stato effettuato in misura inferiore rispetto alla somma dovuta entro 60 giorni, dalla contestazione o notificazione della violazione ed indicata a verbale. Pertanto […] il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari alla metà del massimo della sanzione e la somma da Lei versata viene trattenuta quale acconto sul totale dovuto”. In altri termini a far fede non è la data di emissione del bonifico, ma quella in cui viene effettivamente incassato (in questo caso il sesto giorno dopo la notifica). A prescindere da ogni possibile ritardo o tempo di attesa dipendente dalla banca. E gli uffici provinciali, ben lungi dall’avvertire la coppia del disguido, hanno lasciato passare i 60 giorni dopo i quali scatta il rincaro della sanzione, per poi comunicarlo (con tanto di ulteriore rincaro per le spese di notifica per 14,50 euro) a sette mesi di distanza.

“Sono inviperita – afferma la ferrarese -. Praticamente ho pagato la cifra dovuta nei tempi stabiliti e mi ritrovo a dover pagare più del doppio per un’integrazione dovuta ad un ritardo inesistente. Sottolineo che nella richiesta di integrazione di oggi è chiaramente evidenziato in neretto  che “il presente invito non è impugnabile”. Una porcheria bella e buona, insomma”. Soprattutto se si considera che – anche nella tanto decantata era delle telecomunicazioni – è noto che i bonifici avvengono tutt’altro che in tempo reale e se si vuole usufruire dello sconto del 30% (ed evitare sgradite integrazioni come in questo caso) conviene incrociare le dita e sperare nella celerità della banca. “Spero – conclude la nostra lettrice – che quanto mi è accaduto possa  servire ad altri cittadini per non trovarsi in questa situazione, e per metterli in guardia sul pagamento tramite bonifico. I cinque giorni per saldare non sono un’agevolazione come volevano farci credere, ma un mezzo per far pagare più del doppio”.

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