Gio 28 Ago 2014 - 1688 visite
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L’universo delle partecipate ferraresi

Solo quattro società presentano indicatori negativi, ma le forbici della Spending Review sono in agguato

comune municipio

Sta per arrivare l’ora dei tagli alle società partecipate degli enti locali. Il governo, con il decreto Sblocca Italia che dovrebbe essere approvato oggi durante il primo consiglio dei ministri post vacanze estive,   ha infatti in mente di eliminare le società che non emettono servizi essenziali e incentivare l’aggregazione e la quotazione per chi fornisce servizi di trasporto pubblico e rifiuti.

In questo clima di sforbiciate alla “giungla” delle partecipate peserà tanto il rapporto stilato dai ricercatori del ministero guidati dal commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli, che ha stilato una classifica della loro efficienza: una società su quattro mostra bilanci in perdita e redditività sotto lo zero. Renzi partirà da qui nell’impresa di ridurle da 8mila (ma il numero è solo indicativo) a mille nell’arco di un triennio, portando così benefici alla finanza pubblica.

Qualche ramo rischia di cadere sotto i colpi della revisione della spesa anche a Ferrara, anche se, a ben guardare, la nostra provincia non presenta particolari problemi sul lato dell’efficienza. Andando a spulciare le tabelle fornite dai ricercatori ministeriali le società a partecipazione pubblica della provincia di Ferrara (ne mancano alcune) sembrano infatti godere di un generale buono stato di salute, soprattutto se paragonate con le centinaia di società, fondazioni e consorzi che fanno segnare clamorose perdite record. Il rapporto ha scelto come indicatore, il “Return on Equity” (Roe), come indice di efficienza, calcolato come rapporto percentuale tra risultato netto e mezzi propri.  “L’indice – si legge nel sito revisionedellaspesa.gov.it – descrive l’importo dei profitti o delle perdite per unità di capitale investito”. I dati utilizzati come base per il calcolo si riferiscono al 2012 e sono tratti dalla banca dati del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicata a inizio agosto.  Utilizzando questo indicatore si scopre che 1.424 società su 5.264 considerate sono in rosso e che più piccole sono le società, più frequente è la loro redditività negativa.

La quasi totalità delle partecipate estensi mostra un buono stato di salute, tranne qualche eccezione piuttosto rilevante come la Ambrosia Lab Srl, ex spin-off dell’Università di Ferrara che si occupa di ricerca nel campo salute e benessere che presenta un patrimonio netto di 32.398 euro a fronte di un utile netto in perdita (-14.807 euro) con un indice Roe di -45,70%. Poca roba se si conta che nella categoria in cui è inserita, quelle delle società con bilanci da 10mila a 100mila euro, la maglia nera spetta alla società consortile Scienze Mente e Cervello di Trento che ha un Roe di -3.372. Per trovare la Ambrosia bisogna scorrere prima altri 117 nomi di società messe decisamente peggio. Sempre nella stessa categoria, a far segnare risultati negativi è la Geotema Srl, altro spin-off Unife, società attiva nei settori del monitoraggio e consulenza ambientale, dello sviluppo di soluzioni informatiche di sostegno alla comunicazione e alla programmazione territoriale anche attraverso telerilevamento e Sistemi Informativi Geografici (Gis). Qui il Roe è -9% (patrimonio netto di 21.442 euro e perdite per 1.929 euro). Negativo, ma non drammatico, anche l’indice Roe per il Consorzio Strada via Buttieri di Cento (-0,97%). Passando alla categoria delle partecipate con patrimonio tra 100mila e un milione di euro, situazione negativa anche per la Coop Comunità Alloggio Bosco di Mesola (-5,61%).

Le partecipate efficienti. Al di là di questi tre casi, le altre partecipate mostrano un buono stato di salute con un indice Roe positivo o pari a zero. Tra le società più grosse (quelle con patrimonio netto sopra il milione di euro), è la Fer (Ferrovie Emilia Romagna Srl) a stare meglio di tutte con un Roe del +21,82% (oltre 2 milioni di mezzi propri e un utile netto di 455.835 euro. Stanno bene anche Ferrara Tua (+15,76%), Soenergy di Argenta (+14,8%), Holding Ferrara Servizi (+3,11%), Area Spa di Copparo (+2,5%), Acosea Impianti (+2,05%), Amsefc (1,95%), Acer (+1,6%), Sipro (+0,97%),  e la Soelia di Argenta (+0,76%). In questa categoria, anche se il Comune partecipante preso in considerazione è Bologna, Hera Spa fa segnare un Roe pari +6,8%

Nella categoria delle società tra 100mila e 1 milione di euro di patrimonio netto, la partecipata più in forma è la Amsef Srl con un Roe di +65,86%. Seguono Clirest Srl –  la prima Contract Research Organization italiana nata come spin-off Unife  – (+47,73%); la Società per i Servizi di Trasporto (+32,75%); le Farmacie Comunali di Ferrara (+30,06%); il Consorzio Ferrara Ricerche (+27,01%); la Ferst Srl (+14,65%); l’Istituto Delta Ecologia Applicata (+9,62%); Zenith Ingegneria (+9,43%); Soelia Officine di Argenta (+6,63%); la società consortile Delta 2000 di Ostellato (+2,95%); Ferrara Fiere e Congressi (+2,65%); la Srl Terre di Argenta (+0,64) e, infine, in perfetto equilibrio il Consorzio Energia Acque.

Nella categoria delle partecipate con patrimonio netto tra 10mila e 100mila euro, a parte le situazioni negative di Ambrosia Lab, Geotema e Consorzio Strada via Buttieri, mostrano un Roe positivo la Materiacustica Srl (+15,41%); la Advanced Polymer Materials (+10,72); Strade srl di Portomaggiore (+6,34%); la Secif di Argenta (+3,69%); la Gecim Gestioni Cimiteriali di Copparo (+2,92%); la società per il Trasporto Pubblico Ferrarese (1,17%); il consorzio Strada via Casoni di Cento (+0,75%); il consorzio Pesca e Nettarina di Romagna (+0,46%); il consorzio della Pera dell’Emilia Romagna Igp (+0,37%). Risultano in perfetto equilibrio la Fondazione Teatro Borgatti (Copparo), il consorzio Cento Cultura e la Raresplice Srl.

Il Consorzio Agroalimentare Basso Ferrarese ha invece la triste sorte di essere inserito nell’elenco delle 144 società partecipate con patrimonio nullo o negativo (-86mila euro) a causa delle continue perdite.

Non risulta nell’elenco l’Asp Ferrara (il cui ultimo bilancio è in rosso per quasi un milione di euro) il cui bilancio 2012 non si trova nella banca dati del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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