Cronaca
7 Agosto 2014
L'odissea di Marangoni: l'urbanistica lo 'sfratta' da via Modena, il sisma da Vigarano. E il Comune nega i permessi

Impresa ‘terremotata’ dalla burocrazia: “Ora capisco chi si spara”

di Ruggero Veronese | 4 min

tasseSono stati “sfrattati” da via Modena dopo il cambio di destinazione urbanistica dell’area, otto anni fa, spostando l’impresa a Vigarano Mainarda. Fino al terremoto del maggio 2012, che ha reso inagibili i capannoni per lo stoccaggio dei materiali. A quel punto hanno cercato di trasferire provvisoriamente i container in via Modena, in attesa dei lavori di riparazione, ma il Comune di Ferrara nega i permessi: l’attività non è compatibile con la classificazione urbanistica della zona. E intanto l’attività rischia di chiudere.

È una vera odissea quella raccontata da Giancarlo Marangoni, titolare e fondatore della Mtm, storico sfasciacarrozze di Ferrara. Pochi giorni fa l’imprenditore si è visto negare il permesso per stoccare provvisoriamente materiali e attrezzature nel terreno di sua proprietà in via Modena, dove era originariamente situata l’attività. “Siamo perseguitati da una burocrazia infame e spietata – si sfoga Marangoni – e intanto noi rischiamo di chiudere definitivamente. La mia impresa 10 anni fa valeva un milione di euro, ma in queste condizioni diventa impossibile trovare qualcuno interessato a comprarla anche solo per 50mila euro”.

Ma da cosa sorge esattamente il problema? Marangoni racconta di aver trasferito l’attività a malincuore, nel 2006, a causa delle variazioni urbanistiche che hanno poi inquadrato la zona come residenziale. “Il Comune – afferma l’imprenditore – ci aveva promesso di darci una mano a trovare una nuova sistemazione, ma alla fine siamo rimasti da soli. Con molti sacrifici abbiamo comprato un terreno a Vigarano e abbiamo costruito un nuovo capannone, ma l’attività è totalmente cambiata perchè non potevamo più contare sul passaggio di mezzi che c’era in via Modena: abbiamo dovuto inventarci nuovi servizi. Poi c’è stato il terremoto”.

È da quel momento che l’attività comincia veramente a soffrire, sia per i costi necessari alle riparazioni che per i problemi burocratici che rendono impossibile continuare l’ingombrante attività di sfasciacarrozze. Dove stoccare auto vecchie, lamiere e pezzi di ricambio? Con il capannone vigaranese inagibile l’unica alternativa è chiedere al Comune di Ferrara una concessione per l’utilizzo del vecchio terreno, in modo da depositarvi i container con il materiale e alcune automobili ancora integre . Ma dal 30 aprile di quest’anno gli uffici del servizio ambiente hanno negato ogni proroga: “La richiesta non è accoglibile, stante l’attuale classificazione urbanistica”. E Marangoni, parole sue, non sa più dove sbattere la testa: “Sono in pensione eppure lavoro 15 ore al giorno per riuscire a pagare i miei 8 dipendenti, ora capisco perchè in Italia gli imprenditori si sparano. Ma io non volevo spararmi: la mia impresa lavora, non sono un delinquente e ho la mia licenza in regola dal ’74”.

E con l’ultima lettera ricevuta dal Comune, al danno si è aggiunta la beffa: “Tenuto conto dell’attuale destinazione d’uso dell’area, si può concedere una permanenza temporanea dei container, purchè vuoti, finchè l’attività non tornerà agibile”, si legge nella comunicazione. “Mi spiegate cosa me ne faccio dei container vuoti – si chiede Marangoni – visto che mi servono proprio a sostituire il capannone inagibile? A cosa ci serve portare lì i container per poi lasciarli inutilizzati?”.

Una situazione che solleva l’indignazione nell’opposizione e in particolare del capogruppo di Gol Francesco Rendine, venuto a conoscenza della situazione dal diretto interessato, che non risparmia le proprie accuse a Tagliani: “Marangoni deve fare una serie di lavori molto importanti nel capannone: rifare le colonne, le coperture e legare le strutture orizzontali a quelle verticali, quindi ci vuole un po’ di elasticità per concedere una deroga e per permettergli di stoccare i materiali e non far chiudere l’attività. È questo l’aiuto che il Comune dà alle imprese? Il sindaco ama dire che cerca di aiutare le attività, come ha fatto con Berlutti dove ha cambiato la destinazione d’uso del terreno. Poi vediamo queste situazioni in cui invece di buttare un salvagente all’imprenditore gli si dà una martellata in testa. E la cosa preoccupante è che questo è uno dei pochi casi che diventa pubblico: vorrei sapere quante imprese ci sono con questi problemi, perchè perdere 10 attività come queste è come perderne una come Berlutti. Questa amministrazione è amica delle imprese a parole, ma nemica nei fatti”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com