Solidarietà in scena a Ferrara con i Dire Straits Over Gold
Appuntamento con il concerto dei “Dire Straits Over Gold”, che hanno scelto il Teatro Comunale di Ferrara per un evento benefico in favore dell'associazione Giulia Odv, venerdì 27 febbraio
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Restituire piena sicurezza alla banchina, fermare l’erosione silenziosa del mare e proteggere l’abitato garantendo la tenuta idraulica delle infrastrutture. Sono entrati nella fase conclusiva i lavori di manutenzione straordinaria alla Banchina Nord
Ferrara, Minneapolis, Gaza, la Cisgiordania, l'Iran e l'Italia. Sono luoghi lontani e vicini insieme, intrecciati nel presidio promosso questa mattina da Rete per la Pace in piazza Cattedrale
L'appello è semplice ma urgente: servono aiuti di ogni tipo, dal tempo dei volontari alle donazioni materiali ed economiche
Adesione "pressoché totale" da parte degli agenti della Polizia Locale di Comacchio allo sciopero proclamato dal Csa Ral
Un luglio da incorniciare per il museo archeologico di Ferrara, o meglio, da esporre in mezzo a ceramiche, vasi e suppellettili provenienti dalle oltre 4mila tombe delle necropoli di Spina, che hanno portato nelle sale del palazzo cinquecentesco di via XX Settembre, 1297 visitatori rispetto ai 592 dello scorso anno. Un boom di presenze attestato ben al 118% che non ha pari in Italia, anche se l’incremento del numero dei visitatori è stato riscontrato in tutti i musei archeologici del nostro Paese.
In generale, infatti, i dati di luglio per i musei statali sono tutti in positivo con un incremento del 10,7% dei visitatori (+200 mila), del 10,6% degli incassi (+700mila euro) e del 7,6% degli ingressi gratuiti, oltre 150 mila dei quali concentrati nella prima domenica gratis lanciata dal decreto Franceschini. Dai primi dati del primo mese di applicazione della rivoluzione del piano tariffario e degli orari d’apertura dei musei introdotta dal ministro ferrarese, quindi, sembra che la politica museale stia andando nella giusta direzione. Questa crescita consistente a livello nazionale è data appunto dalla nuova struttura tariffaria, dalle aperture prolungate il venerdì e dalle prime domeniche del mese gratuite.
Tutti aspetti di cui beneficia anche il museo archeologico di Ferrara. A livello locale, però, questo straordinario successo si può spiegare anche con altre due voci ovviamente non contemplate dall’ufficio statistica del Mibact: il maltempo che ha colpito la città estense e la costa comacchiese, e gli eventi ospitati nelle sale e nel giardino del museo. Per quanto riguarda il fattore meteorologico, le numerose piogge che hanno imperversato sulla riviera hanno cancellato qualsiasi sogno di tintarella ai bagnanti, che hanno tolto i costumi per indossare i panni dei visitatori di musei. Ma non basta la fuga dalle spiagge per spiegare il trionfo di palazzo Costabili: il mese scorso le sale del palazzo detto di Ludovico il Moro hanno ospitato importanti eventi concertistici di respiro internazionale.
A sfogliare le pagine del grande ‘libro archeologico’ che racconta la storia di Spina e la relativa riuscita del museo di Ferrara non poteva che essere Caterina Cornelio, nominata nel 2008 direttrice del museo archeologico. “Sono soddisfatta di questo enorme successo – commenta Cornelio – ma noi ci siamo abituati bene già dal 2009, dato che negli ultimi 5 anni il museo è sempre stato in crescita anche malgrado l’onda lunga del terremoto. Nel 2013 quasi tutti i musei hanno avuto dei cali, mentre il nostro ha registrato un aumento del 4,8%. Quello che si sta facendo per la visibilità sta dando dei risultati”. Tra queste ‘tattiche’, oltre ai sabati al museo “che sono andati benissimo con tantissimi visitatori”, figura anche la scelta di ospitare delle manifestazioni all’interno del palazzo. L’esempio più recente è il Ferrara Piano Festival: oltre alle master class di giovani pianisti provenienti da tutto il mondo, il museo ha ospitato i concerti di Kevin Hays e Paul Badura-Skoda. “Entrambe le esibizioni sono state perfette – dichiara la direttrice – e hanno portato al museo 500 persone a pagamento”.
Un format positivo già sperimentato con gli spettacoli di Bal’danza, a cui Cornelio si dice grata per la fruttuosa collaborazione che coinvolge anche il Gruppo Archeologico Ferrarese e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, di cui il museo è sotto la direzione. Positivo è anche il riscontro per la festa di ferragosto, “istituita nel 2009 come giornata popolare contro la crisi economica” perché alla portata di tutte le tasche: l’ingresso al museo dalle 9.30 a mezzanotte è di solo un euro. “L’anno scorso abbiamo registrato 1050 visitatori – ricorda Cornelio – ed è un traguardo che auspichiamo di superare per questa edizione con un’offerta ingrandita ed articolata tra mostra, laboratori, musica e letture”.
È stata prorogata fino al 28 settembre, infatti, la mostra “Ferrara al tempo di Ercole I d’Este. Scavi archeologici, restauri e riqualificazione urbana nel centro storico della città” che ha ottenuto il favore del pubblico. A parlare sono i numeri: nel primo semestre del 2014 si sono raggiunti 11262 visitatori rispetto ai 9385 nei primi sei mesi del 2013, un trend positivo che dovrà essere verificato con i dati del secondo semestre del 2014 contro i 1482 dello scorso anno. Dopo questa esposizione, ai primi di ottobre verrà allestita la mostra di un pittore ferrarese anche se, come spiega la direttrice, “la dirigenza è ancora in attesa del programma dei lavori che coinvolgeranno alcune sale”.
Sale che vengono ammirate da un target generico. “Qui passano tanti ferraresi che ritornano per le visite gratuite, turisti stranieri e tanti studenti per cui abbiamo delle responsabilità in più rispetto agli scorsi anni”. L’auspicio della direttrice è che “le scolaresche aumentino sempre di più perché il museo ha il compito dell’educazione storica dei ragazzi dato che non studiano più la storia. È fondamentale che i giovani capiscano che solo la storia può dare il senso diacronico della vita su questo pianeta”.
Un museo che punta all’educazione sulla storia degli Etruschi, quindi, e che mira lontano. “Il museo deve uscire dalle mura estensi e conquistare il mondo straniero – dichiara Cornelio – perché i visitatori stranieri stanno riprendendo ma sono sempre troppo pochi. Certe operazioni sono già state fatte come gestire i prestiti con musei internazionali per avere più visibilità, ma bisogna puntare molto di più sul turismo straniero come far attraccare le grandi navi a Porto Garibaldi e lavorare sui tour operator”. Tra gli obiettivi da raggiungere c’è anche quello di “consolidare il sistema museale perché la rete è l’unica carta da giocare per sopravvivere”.
Dopo tutte queste constatazioni oggettive, non si poteva non finire con una opinione personale. “Il nostro è un museo che è costato molto ma che funziona – conclude la direttrice – perché è aperto a tutti grazie a un percorso museale pensato per i visitatori e non come deposito per gli studiosi. Il museo deve attrarre tutti e lasciare il desiderio di tornare”.
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