Politica
3 Luglio 2014
Il regolamento prevede il voto favorevole della maggioranza, Rendine: "È una stortura, va cambiato al più presto"

Commissione di controllo, si dovrà rivotare

di Daniele Oppo | 2 min
Federico Balboni

Federico Balboni

La conferenza dei capigruppo in consiglio comunale ha deciso: si dovrà rivotare per la presidenza della commissione consigliare di controllo sui servizi pubblici assegnata, in un primo momento, al grillino Federico Balboni.

I voti ottenuti nella votazione di lunedì – 5 in tutto -, come anticipato da Estense.com – non sono stati sufficienti per raggiungere la legittimità a norma del regolamento del consiglio comunale che impone che la scelta venga fatta con il voto favorevole della maggioranza che, invece, in quell’occasione si è astenuta in massa: a esprimere un voto positivo furono infatti solo i suoi compagni del M5S e Francesco Rendine di Gol. La questione era stata fatta oggetto anche di una mozione d’ordine del consigliere indipendente di Sel Leonardo Fiorentini e il voto sull’immediata eseguibilità della delibera era stato rimandato alla prossima seduta in attesa delle verifiche sulla legittimità.

La conferenza dei capigruppo ha deciso nel pomeriggio di ieri, mercoledì 2 luglio, di procedere a una nuova votazione e la compagine di maggioranza, per superare la situazione di stallo, dovrebbe questa volta votare compatta a favore di Balboni o di un altro eventuale candidato della minoranza alla quale va, a norma dell’articolo 48 dello regolamento del consiglio comunale, assegnata obbligatoriamente la presidenza.

Una situazione sulla quale Francesco Rendine di Gol muove alcune critiche: “Rende evidente la stortura del regolamento, non è possibile che la presidenza della commissione di Controllo debba trovare per forza il voto favorevole della maggioranza che deve essere controllata. Per questo ho chiesto al presidente Girolamo Calò e agli altri membri della conferenza dei capigruppo che quella norma venga cambiata al più presto”.

Per i consiglieri pentastellati l’invalidazione della votazione deriva da “una sorta di messaggio subliminale della maggioranza” ma anche la formazione delle altre commissioni “è stata un esempio lampante della volontà bipartisan di destra e “sinistra” di tenere il più lontano possibile dalle cariche in posti chiave quei rompiscatole dei 5 stelle”. Le nomine altro non sarebbero che una “collaudata logica di spartizione delle poltrone. Siamo curiosi di vedere come andrà a finire”.

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