Politica
27 Maggio 2014
Rendine entra in consiglio. Fornaro: "Mai più con il Pdci". Fersini: "Ripartire dai nostri sostenitori"

La carica degli sconfitti: “Non ci arrendiamo”

di Ruggero Veronese | 5 min

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Vittorio Anselmi

di Marcello Celeghini

La rielezione di Tiziano Tagliani a sindaco di Ferrara segna il brusco risveglio di tutti i candidati che, da un estremo all’altro dell’agone politico, hanno provato in questa campagna elettorale a insidiare il dominio del Partito Democratico a Ferrara. Le percentuali di consenso raccolte da Giuseppe Fornaro, leader di Valori di Sinistra, e Francesco Fersini, canidato per Nuovo Centrodestra e Udc, non consentiranno l’ingresso in consiglio comunale, mentre con un 3,31% di voti raccolti Francesco Rendine, candidato per Gol, è ancora alle prese con i calcoli per capire se potrà accedere come unico rappresentante della sua lista “per continuare – afferma Rendine – il lavoro di opposizione svolto in questi anni e per portare avanti il nostro programma elettorale”. L’ufficialità del suo ingresso arriverà soltanto in serata, ufficializzata sul sito del ministero e della prefettura.

Chi non può più sperare sono invece Fornaro e Fersini, che non hanno però intenzione di interrompere con questa sconfitta la propria avventura politica e, pur separati da idee spesso contrapposte, cercano entrambi di guardare all’avventura elettorale come a una base su cui costruire un futuro dei propri movimenti politici. “Faccio una valutazione politica – afferma Fornaro -: sono  sono soddisfatto del risultato, considerando che siamo partiti praticamente il 5 aprile e in poco più di un mese e mezzo abbiamo portato a casa oltre 1500 voti. È un risultato che ci dà anche la responsabilità di rappresentare queste persone, un risultato ottenuto con le nostre sole forze e nonostante alcuni rematori contro, visto che alcuni pensavano di andare a contrattare in consiglio con il Pd”.

Francesco Rendine

Francesco Rendine

Il riferimento è tutt’altro che velato: Fornaro infatti ne approfitta per togliersi alcuni sassolini dalle scarpe verso alcuni compagni di lista che, a suo avviso, non sono stati all’altezza delle aspettative: “Mi riferisco – spiega il candidato sindaco – ad alcuni morti viventi del Partito dei Comunisti Italiani di Ferrara, che a questo punto per quanto mi riguarda sono fuori da ogni orizzonte di percorso comune. Ed è da sottolineare un altro dato significativo che sta a dimostrare quanto la sinistra tenda sempre e comunque a farsi del male: lo scarto tra i risultati ottenuti dalla lista Tsipras alle europee e quello che abbiamo raccolto alle amministrative, il 2,32%. Indica come la cosiddetta “sinistra radical chic” abbia votato Tsipras ma ha ancora una volta fatta la schizzinosa con un progetto unitario in chiave locale. Un vizio duro a morire nella nostra parte politica, ma andremo avanti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il candidato centrista Fersini, che si dice pronto a continuare la propria avventura politica proprio sulla base dei sostenitori conquistati in questa campagna elettorale: “Se in un mese abbiamo raccolto 1500 voti – è la sua sfida – di certo potremo fare ancora meglio nei prossimi cinque anni che ci separano dalle prossime elezioni”. Il candidato di Udc ed Ncd guarda con ottimismo al futuro della sua lista e non si mostra meravigliato della sconfitta elettorale: “Un po’ me l’aspettavo – spiega Fersini -, più che aaltro da ieri, quando il risultato del Pd ha reso evidente che anche a Ferrara avrebbe avuto un grande seguito, un po’ per l’effetto Renzi e un po’ a causa di Grillo. Molti hanno votato il Pd proprio per non far vincere il Movimento 5 Stelle, che fino a ieri era una realtà che faceva paura. Per quanto riguarda noi credo che il nostro sia un risultato da coltivare, avendo raccolto 1500 consensi con una campagna low cost e un gruppo di giovani alla prima campagna elettorale. La nostra intenzione è quella di continuare e di capitalizzare questo seguito di persone che ci hanno dato seguito”. E per quanto riguarda l’opposizione a Tagliani? “Beh – conclude Fersini – ci sono tre leader nazionali che fanno politica fuori dal parlamento, perchè non potremmo farla noi fuori dal consiglio?”.

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Giuseppe Fornaro

E per quanto riguarda il primo degli sconfitti, quello che gran parte dei ferraresi era sicuro di veder arrancare dietro al Movimento 5 Stelle? “Siamo complessivamente soddisfatti del risultato pur rammaricati di non essere riusciti a conquistare almeno il ballottaggio”, commenta a caldo Vittorio Anselmi, candidato sindaco di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, mentre mancano ancora una decina di sezioni per sapere il risultato definitivo di questa tornata elettorale. Anselmi ha trascorso il pomeriggio assieme ai fedelissimi davanti allo schermo del computer nella sede del gruppo consiliare in Municipio per sperare che il trend delle europee non avesse influenzato troppo anche le comunali. Così è stato. “Tagliani ci è scappato via- commenta Anselmi scuotendo la testa davanti alla schermata del pc- credevamo di poter arrivare al ballottaggio ma comunque dobbiamo essere contenti del nostro risultato perché la nostra è stata una campagna elettorale difficile perché basata sulle proposte e non sulle semplici critiche. Molto significativo in questo senso il modesto risultato del Movimento 5stelle: la protesta si è fermata, ora si passa alla proposta. Un 17-18 % che conferma la coalizione di centrodestra nel ruolo di vera antagonista del Pd”.

Francesco Fersini

Francesco Fersini

Il cellulare di Anselmi squilla di continuo, sono i suoi sostenitori che portano notizie dalle varie sezioni. “Ci stanno giungendo buone notizie da alcuni seggi del forese, come Gaibanella e altri paesi dell’ area a nord est che ci vedrebbero addirittura davanti al Pd”. Buono il giudizio di Anselmi anche in merito al risultato degli altri partiti che compongono la sua coalizione. “La Lega è riuscita a superare il 3% pur partendo molto penalizzata dalla poca visibilità, Fratelli d’Italia sfiora il 4% e questo è il frutto di tanto impegno”. Molto meno morbido il commento sugli ex alleati che hanno deciso di correre soli: “Fersini, Rendine e Felloni sono stati puniti dagli elettori che non hanno capito la loro scelta di correre da soli”.

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