La Corte dei Conti non risparmia nessun gruppo regionale e chiede ai consiglieri eletti la restituzione di un totale di circa 150 mila euro per le spese di personale, consulenza e cancelleria effettuate nel 2013. A primeggiare nella ‘classifica’ dei partiti più spendaccioni è il Pd, al quale sono contestate 85mila euro di spese considerate irregolari dai giudici contabili, seguito da Movimento 5 Stelle (22mila euro), Pdl-Forza Italia (20mila euro), Italia dei Valori (10mila euro), Federazione della Sinistra (5mila euro) e Sel (645 euro).
Le conseguenze più pesanti sono quelle all’interno del gruppo 5 Stelle, che dopo l’espulsione di Giovanni Favia dal Movimento nel dicembre 2012 poteva contare solo su Andrea Defranceschi. Ma all’indomani della richiesta della Corte dei Conti, anche l’unico consigliere pentastellato riceve la ormai consueta ‘scomunica’ via blog da Beppe Grillo: Defranceschi è sospeso dal Movimento 5 Stelle e inibito all’uso del simbolo. “Non si tratta di un’espulsione – commenta a caldo l’ufficio stampa del consigliere -, ma solo di una sospensione, in attesa che si faccia chiarezza sulle cifre contestate dalla Corte dei Conti. Non sappiamo ancora se Andrea resterà nel gruppo consiliare dei 5 Stelle o se dovrà passare a quello misto, ma questo per il momento è più che altro un problema burocratico”.
Il post di Grillo pubblicato in mattinata sul blog, almeno a giudicare dalla presentazione, non lascerebbe dubbi al riguardo: “Defranceschi fuori dal M5S”, titola lo staff del comico genovese, che dopo aver riferito i dati sulle cifre contestate ai vari gruppi aggiunge: “A seguito di questa richiesta formale della Corte dei Conti il consigliere regionale Defranceschi è sospeso dal M5S e diffidato a utilizzarne il simbolo. Il M5S ha grande rispetto della Corte dei Conti e se si viene sanzionato si chiede scusa e ci si autosospende”.
L’ufficio stampa di Defranceschi non nasconde lo stupore al momento della notizia: “Siamo rimasti tutti molto sorpresi da questo post – spiega il suo staff -, anche perchè proprio ieri eravamo a Reggio Emilia insieme a Grillo e non ci aveva anticipato nulla. Sappiamo che questa mattina Defranceschi ha telefonato a Beppe per chiedere spiegazioni”. Quello che è certo è che con questa sospensione il Movimento 5 Stelle mette in discussione anche l’ultimo dei suoi ‘pezzi da 90’ in Emilia Romagna, dopo le espulsioni di Valentino Tav0lazzi, Giovanni Favia e Federica Sarti per le divergenze politiche con il duo Grillo-Casaleggio e con un Federico Pizzarotti sempre più ai ferri corti i fondatori del Movimento.
La reazione. In una nota diffusa nel pomeriggio, Defranceschi usa toni pacati per confermare la sospensione “a tutela del Movimento stesso” e la sua decisione di ricorrere al Tar contro la decisione della Corte dei Conti, affermando che “se ho commesso una irregolarità burocratica, sono il primo a voler sapere quale”.
Il consigliere regionale sostiene di “aver utilizzato i soldi pubblici a tutela del lavoro del gruppo consiliare e dei posti di lavoro, nel pieno rispetto dell’etica e delle norme vigenti, come testimoniano tutti i documenti da me prontamente consegnati alla magistratura”. Defranceschi rivendica “il tesoretto da quasi 200 mila euro” di risparmio alla spesa pubblica accumulato tramite rinunce a compensi ed emolumenti, e afferma che “risparmio talmente tanto che in viale Aldo Moro, non essendo abituati a tale evento, non sapevano cosa io potessi farci”.
Secondo Defranceschi, la contestazione della Corte dei Conti nascerebbe dal fatto che per pagare alcuni collaboratori abituali “che stavano lavorando per me da anni e avrebbero continuato a farlo, come documentato”, avrebbe anticipato i pagamenti del gennaio 2013 al dicembre 2012. “Nessun attacco alla magistratura” afferma Defranceschi nell’annunciare il ricorso al Tar, per poi evitare ogni polemica con Grillo e ribadire la propria fedeltà al Movimento 5 Stelle: “Detto questo, continuo a fare il mio lavoro, ieri come oggi. E ieri come oggi, so esattamente da che parte stare: quella dei cittadini e del Movimento 5 stelle che continuerò a difendere”.
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