La Corte di Cassazione nel 2013 ha messo un punto fermo: per verificare se i tassi di interesse applicati dalle banche valicano il limite dei tassi usurari bisogna sommare gli interessi corrispettivi e quelli di mora. E così molti utenti si sono rivolti, e tutt’ora continuano farlo, ad avvocati e associazioni di tutela per verificare se quelli a loro applicati siano tali o meno.
Tra le associazioni scese sul piede di guerra c’è Federconsumatori, compresa la sede provinciale ferrarese che, come annunciato in conferenza stampa dal presidente locale Roberto Zapparoli, si appresta ad avviare alcune cause contro vari istituti di credito. “Non parliamo della pratica che a Roma chiamando del ‘cravattaro’ ma dell’usura bancaria – spiega l’avvocato dell’associazione Massimo Cermiglia -, che riguarda proprio l’industria bancaria. Abbiamo verificato che ci sono moltissimi casi dove il tasso di soglia è stato raggiunto e questo ha un effetto importante grazie all’articolo 1815 del Codice civile, ovvero che in queste situazioni non sono più dovuti gli interessi per il futuro e tutti quelli pagati in precedenza devono essere restituiti dall’intermediario finanziario o dalla banca”. Secondo l’associazione si tratta di un problema generalizzato che riguarda moltissimi istituti di credito in maniera indistinta che applicano dei tassi oltre al soglia limite nonostante la Cassazione nel 2013 si sia in realtà limitata a riaffermare un principio presente in giurisprudenza già dai primi anni Duemila. Al momento a Ferrara sono in corso le verifiche su almeno 20 contratti fa sapere l’associazione.
Un fenomeno, spiega ancora l’avvocato, che interessa non solo i semplici consumatori e utenti bancari privati, ma anche le piccole e medie imprese, “soprattutto quelle in difficoltà” che hanno ottenuto degli affidamenti dalle banche.”Per loro – spiega Cermiglia – è possibile verificare il tasso di soglia è stato superato e, in caso affermativo, chiedere la restituzione di somme che spesso equivalgono a centinaia di migliaia di euro, se non qualche milione”. È soprattutto per tali aziende e per gli artigiani che Federconsumatori ha stretto una convenzione con la società Consultique che, a fronte dell’esame di tutte i contratti e le disposizioni bancarie dei richiedenti, sarà in grado di operare una verifica immediata sull’esistenza o meno dell’applicazione di un tasso usurario da parte degli istituti di credito. In caso di risposta affermativa verrà poi svolta un perizia che, spiega Cermiglia, “è posta a fondamento dell’azione in sede civile per contestare gli stati di morosità”. “Pensate – conclude l’avvocato – cosa può significare una possibilità simile alle aziende in crisi o che addirittura hanno dovuto chiudere a fronte dei debiti con le banche: non solo potranno contestare il proprio stato debitorio, ma potranno anche dimostrare di essere creditrici degli istituti di credito”.
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