Lun 5 Mag 2014 - 863 visite
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Noi abbiamo ancora quel sogno….

10342502_10203015986335133_8064276589738084197_n…e quel sogno è rimasto li, RITORNARE IN SERIE B.

Ieri, poco dopo le 17, con la Spal promossa in Lega Pro Unica, mi sono trovato forse un po’ stordito, sicuramente emozionato, con gli occhi lucidi, sul campo glorioso del “Paolo Mazza”, davanti alla marea umana della Curva Ovest, con tanti amici che mi salutavano seduti sulle recinzioni o dai gradoni della Campione. Seguivo l’esultanza di Walter Mattioli e della Famiglia Colombarini, insieme ai tifosi. Ho sentito questo coro, che non sentivo da anni. Mi ha emozionato come allora.

Immagini e sensazioni, che non serve scriverlo, per chi ha vissuto in prima linea ed in trincea l’ultimo ventennio di storia spallina come i ragazzi giovani e soprattutto meno giovani della Ovest, rappresentano una vera e propria liberazione, una boccata di ossigeno dopo aver rischiato di affogare nel fango e nell’anonimato della Serie D e di una città sempre troppo poco attenta ad uno dei – volenti o nolenti – simboli come lo è la compagine biancazzurra, dall’alto dei suoi 100 ed oltre anni di storia.

Tanto, tantissimo, oggi ci sarebbe da scrivere. Ho letto tanti commenti, ai miei articoli legati alle vicende – finalmente solo sportive – della Spal nel corso dell’ultima stagione. Tolte le ‘provocazioni’ facili, un po ‘ ripetitive e ridondanti ma che alla fine sono diventate quasi simpatiche; tolti i motivi di astio – non sta a me giudicare se giusti o sbagliati – nei confronti della dirigenza biancazzurra legate soprattutto alla decisione di rinominare la Giacomense in Spal, chiudendo così la bella e positiva storia nei professionisti della squadra di Masi San Giacomo; tolti gli strali a 360°, a volte pure svilenti, di qualche genitore “arrabbiato” per lo scarso o il mancato utilizzo di alcuni giovani nelle loro squadre del settore giovanile – il futuro, se non si è capito appartiene proprio a questi ragazzi, diamogli il tempo di crescere!! -. Tolto tutto questo… Rimane una gioia, una liberazione appunto. L’orgoglio di esserci in un giorno che tanti spallini meritavano di vivere. Ricacciando indietro le ferite di ricordi sportivi allucinanti, così come allucinanti sono le vicende extracalcio che si sono seguite, quasi come una maledizione che torna, anno dopo anno.

Che l’obiettivo si sia raggiunto all’ultimo con un po’ di fatica è fatto appurato, e che forse si poteva fare meglio lo è altrettanto. Ma la gente spallina ha capito: contava tagliare il traguardo, da primi oppure ottavi, o infine sesto come poi è stato il piazzamenteo finale. Per una volta ci si è concentrati, giustamente, sulla pratica e non sulla forma. Ci sarà tutto il tempo, ora che la Lega Pro Unica è al sicuro, per sedersi, rivedere tutto, analizzare come, dove e quanto si può migliorare. Non sono mai stato propenso a schierarmi a favore di allenatori e giocatori, non l’ho mai fatto nemmeno per le società. Non credo sia il miglior modo di agire, per chi dentro è tifoso nella maniera più viscerale ma allo stesso tempo deve anche mantenere uno spirito critico nel rispetto di chi legge. Allo stesso modo, va però detto che al pari di qualche errore la dirigenza biancazzurra ha sempre mostrato la capacità di autocritica, qualità non da poco nel mondo del calcio dove molto di frequente la tendenza è quello di difendere a spada tratta qualsiasi scelta, decisione, iniziativa nonostante l’evidenza metta in risalto il contrario.

Davanti una estate finalmente bella da vivere, sfogliando il giornale, seguendo il calcio mercato, il ritiro e le prime amichevoli – si spera anche quella con il Bologna per riportare in auge il “Trofeo Campione” -. Una estate FINALMENTE lontana dalle aule del tribunale, da facoltosi quanto improbabili imprenditori pronti a farsi chiamare Presidenti senza averne il ben che minimo merito

Intanto, nel presente, Ferrara continua a festeggiare. Con il sorriso sul volto.

Il pensiero, finale, lo prendo in prestito dalle righe che mi ha scritto, nella mattinata di oggi, il mio grande amico Gigi. Spallino vero, tra i primi ad abbracciarmi ieri, sul prato del “Mazza”.

Penso che quell’abbraccio (così come tanti e tanti altri oggi) ci ripaga di tanti anni, belli e brutti, tanto calcistici quanto extra, penso che doveva essere oggi, su quell’erba che tengo nel portafoglio come fosse un cimelio del parco dei principi in una finale di coppa del mondo, penso che ringrazierò sempre questo microcosmo meraviglioso che mi ha dato tanti amici e conoscenti coi quali è stato bello (e sarà) crescere.

Portando avanti quel sogno, che è rimasto lì..

Un abbraccio a tutti,

forza Spal sempre.

Federico

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