Lettere al Direttore
4 Maggio 2014

Fornaro sul Ddl lavoro: “La precarietà elevata a sistema”

di Daniele Oppo | 2 min

La precarietà elevata a sistema. È questo il succo del ddl sul lavoro del ministro Giuliano Poletti che di come utilizzare i lavoratori precari ai fini aziendali se ne intende, vista la politica del personale di alcune coop soprattutto della grande distribuzione, Coop Estense inclusa. Contratti part time a go go, straordinari e orari assurdi all’insegna della massima flessibilità, tra cui le tanto contestate aperture domenicali degli iper e super mercati delle catene Coop. Insomma, il sistema di gestione del personale conosciuto da Poletti ora viene elevato a sistema ed esteso a tutto il paese. E pensare che il movimento cooperativo era nato come mutuo soccorso tra i lavoratori, prima che diventasse terra di conquista di squali della politica. Con il nuovo ddl, se sarà approvato dal Senato così com’è, la durata dei contratti a termine passerà da uno a tre anni senza alcuna causale, prorogabili per cinque volte.

Ciò significa che, in teoria, una persona potrebbe restare appesa ad un filo per quindici anni ed essere quindi più facilmente ricattabile. Oltre al fatto che la precarietà, se non è una scelta ma è subita, ha conseguenze spesso drammatiche sulla vita delle persone, anche dal punto di vista della stabilità psichica. Insomma, le persone sono solo dei numeri funzionali alla macchina aziendale. Se non altro con questo ddl viene meno l’ipocrisia inventata dai governi precedenti, tra cui il governo Prodi, dei contratti a progetto, una vera e propria presa per i fondelli. Anche per il personale delle materne e dei nidi comunali a tempo determinato è prevista la proroga di un anno fino al 31 luglio 2015. Così se da un lato si bloccano le assunzioni nella pubblica amministrazione, dall’altro si precarizza il personale. Insomma, ciò che si butta fuori dalla porta rientra dalla finestra, ma a condizioni peggiori.

Giuseppe Fornaro 
Candidato sindaco Valori di Sinistra

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