“Non troverete demagogia, ma proposte vere. Il risultato di cinque anni di lavoro”. È una sala San Francesco gremita di persone quella che ospita il sindaco Tiziano Tagliani mentre presenta il proprio programma elettorale alla città. Una folla composta da qualche centinaio di cittadini curiosi di conoscere le proposte dell’amministrazione uscente ma in mezzo alla quale, mentre la chitarra di Roberto Formignani scalda la platea prima del discorso del sindaco, si scorgono anche i volti più noti del Pd ferrarese e delle sue liste di supporto: dal parlamentare Alessandro Bratti al segretario provinciale Paolo Calvano, dagli assessori iscritti al Partito Democratico a quelli, come Rossella Zadro (ex Idv e fondatrice della lista Centro Democratico-Voto per Fe), che sperano di ricongiungere il proprio percorso a quello di Tagliani dopo le elezioni di maggio.
Le parole dell’attuale sindaco viaggiano su un filone comune: la continuità. Tagliani parla dei risultati raggiunti nei cinque anni appena trascorsi, confrontando in più passaggi la situazione dei vari ambiti sociali ed economici prima e dopo l’intervento della sua giunta. Riduzione del debito pubblico e dei costi della politica, attenzione al welfare (soprattutto in tema di servizi scolastici), rapporti con i Comuni del territorio, sviluppo di un comparto turistico “organico”, ambiente, politiche culturali e molto spazio alle tematiche giovanili: sono questi i principali argomenti toccati da Tagliani, in un discorso che strappa diversi applausi a scena aperta dopo le battute più riuscite del sindaco. Che, quando mirano a pungere gli avversari politici, non mirano mai a destra ma hanno un unico obiettivo dichiarato: il Movimento 5 Stelle. “Sono molto emozionato – esordisce il primo cittadino -. Anche se sono abituato a parlare in pubblico non sono come Grillo, che se dice alla sua platea ‘regalatemi un milione di euro’, tutti vanno in banca a prelevare. Ci provo anch’io: regalatemi un milione di euro!”.
Battute a parte, Tagliani parte dai ringraziamenti alla giunta (dai “tre moschettieri” Marattin, Maisto e Modonesi alle “tre ragazze che non vorrei mai aver contro” Sapigni, Fusari e Zadro) per rivendicare i risultati dell’amministrazione: “In questi anni abbiamo cambiato il volto della città – afferma il sindaco -, a partire dalla riduzione del 30% del debito pubblico, iniziata prima ancora che si utilizzassero i termini inglesi come spending review. E i soldi risparmiati sono stati restituiti nei servizi ai cittadini”. I primi servizi su cui si sofferma Tagliani sono quelli scolastici: “Abbiamo speso 23 milioni di euro per la scuola, sempre con una larghissima condivisione delle delibere”.
Altro tema importante è quello della trasparenza e dei costi della politica: “All’inizio del mandato c’era un grillino (il riferimento è all’ex M5S Valentino Tavolazzi, ndr) che girava con una telecamera in tutti gli uffici. Dopo un po’ si è stufato, quando ha visto che il massimo che poteva scoprire era un dito nel naso del presidente del consiglio comunale”. Il sindaco parla dell’ottimizzazione dei costi anche come occasione per vendere immobili superflui e riunire enti e associazioni nelle stesse sedi, delle proprie dichiarazioni dei redditi degli ultimi 20 anni disponibili in rete e dei servizi informatici attuati o in fase di attuazione, come il sistema di pagamento online delle multe.
Un discorso a parte viene riservato al turismo e alla cultura: Tagliani punta ad allargare il centro storico e parla dell’importanza di “dare una spazzolata all’immagine della città” e di creare ‘luoghi di incontro e di socialità’ non solo nell’area attorno a Piazza Trento Trieste, ma fino a piazza Ariostea e alle porte delle mura cittadine. Il discorso si allarga però anche al resto della Provincia: per riuscire a competere sul piano dei bandi di finanziamento europei c’è bisogno di fare rete tra i Comuni del territorio riunendo il turismo balneare estivo a quello naturalistico del Basso Ferrarese e, ovviamente, al polo culturale di Ferrara. “Il problema però – afferma Tagliani – è che, quando un sindaco di Ferrara dice queste cose, salta su un vicesindaco di Comacchio per dire ‘giù le mani dalle valli'”. Una logica, secondo Tagliani, ormai superata: “Ormai è finita l’epoca in cui si ragionava dividendosi i bacini di voti”.
E mentre parla dei propri progetti, il sindaco cerca di dare pragmatismo al discorso chiarendo ciò non sarà realizzabile: “Nel programma non troverete che faremo un nuovo stadio o che spegneremo l’inceneritore. Lo dico perchè c’è chi fa campagna elettorale su questi tema e poi, dopo essere stato eletto, accende il termovalorizzatore”. Nel mirino questa volta c’è un altro ‘grillino’ vicino a Tavolazzi: il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.
Buona parte delle conclusioni sono riservate all’ambiente e al mondo dei giovani. Sui temi ecologici Tagliani rivendica le bonifiche all’interno del petrolchimico (“fatte autonomamente e senza aspettare interventi statali”) e nel quadrante est della città, “dove ora i bambini possono giocare nei giardini dell’asilo senza creare allarmi”, per poi dichiararsi favorevole al progetto geotermia (“Se abbiamo una fonte di energia pulita sotto terra la dobbiamo utilizzare, altrimenti il gas non ci verrà regalato né da Putin né dagli Stati Uniti, che lo estraggono tramite il fracking”). Sul mondo giovanile il sindaco conferma invece la propria posizione di apertura che lo portò allo scontro in tema di movida con il vescovo Luigi Negri: “Abbiamo un problema se notiamo i giovani solo al mercoledì sera. Mi chiedo se qualcuno abbia mai analizzato la loro situazione psicologica. La mia generazione aveva carica motivazionale basata su obiettivi precisi, ma chi ha guardato davvero la carica di demotivazione di un ragazzo a cui dicono di studiare mentre sa benissimo che non gli servirà a nulla? La nostra generazione deve comprenderli, non condannarli se fanno la pipì fuori dal vaso”.
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