Lettere al Direttore
6 Aprile 2014

I ‘raccontini’ di Zamorani per Finco

di Daniele Oppo | 7 min

Egregio signor Finco, capisco la sua straordinaria disinformazione, in fondo è approdato all’incarico di segretario comunale del Pd da poco, e anche capisco la sua straordinaria arroganza, che appunto conferma le mia riflessioni sul Pd.
Lei afferma che “da tempo immemore non porto un’idea al dibattito pubblico” e che “mi sfugge la prospettiva progettuale”, aggiungendo “di nutrire dubbi” sul fatto che io abbia “qualche idea in merito”.
Che lei ignori un sacco di cose lo capisco, ma che lei dica così candidamente il falso, parlando di argomenti che non conosce, con pesanti e volgari insulti, lo capisco meno.
Le mie erano considerazioni politiche, le sue parole sono falsità e ingiurie, ma ognuno ha il suo stile.

Giusto qualche raccontino, per lei. Nel 2008 presentai oltre 500 firme autenticate per una “proposta di delibera di iniziativa popolare” per una straordinaria operazione di trasparenza della macchina comunale. Dopo penosi tentennamenti, anche perché nessuno se la sentiva di votare contro, nel 2009 la delibera fu approvata all’unanimità in Consiglio comunale. Sateriale tenne con me una conferenza stampa per illustrare l’importanza di quell’evento. Dopo anni di totale non applicazione della delibera, malgrado continui solleciti da parte mia, nel 2012 iniziai uno sciopero della fame per chiedere l’applicazione della delibera. Non disponendo dell’enorme potere pervasivo del Pd, ai comuni cittadini non resta che lo strumento della nonviolenza, utilizzato sempre al solo scopo di ottenere il rispetto delle regole. Anche grazie all’intervento di Simone Merli, dopo 11 giorni di digiuno il sindaco Tagliani mi riceve e dichiara l’imminente applicazione di quel testo, cioè di un atto dovuto. Passeranno ancora mesi prima che la delibera e la trasparenza diventino effettivi, e comunque mai in forma integrale rispetto a quanto approvato dal Consiglio comunale. Nessuno è più informato di lei, ma eventualmente chieda a Merli.
Nel 2010 presentai 10 petizioni popolari con firme autenticate, a norma di Statuto comunale. Tagliani mi ricevette in pompa magna con tutti gli assessori, prodigo di assicurazioni. Ma a distanza di un anno nessuno di quei punti trovò applicazione. Certo conoscerà gli argomenti in questione. So che ne è al corrente, ma se ha scordato qualche passaggio, ne parli con Tagliani o qualcuno dei suoi assessori.
In precedenza cercai di mettere in atto uno “think tank” a Ferrara con la collaborazione fattiva di Mauro Cavallini e di Gaetano Sateriale, ma la terribile malattia di Cavallini e la partenza per Roma di Sateriale bloccarono quell’iniziativa che stava partendo in modo davvero interessante. Cavallini e Sateriale avevano opinioni diverse, anzi opposte alle sue, sul mio conto. Ma non dubito che questi aspetti siano a sua conoscenza. Se poi qualcosa dovesse sfuggirle, chieda a Sateriale.
Sempre a Sateriale può chiedere se in Consiglio comunale, con decisione unilaterale e in cambio di nulla, lo sostenni più o meno del suo stesso partito quando ebbe uno scontro potente con Donigaglia e il suo potere all’interno delle cooperative, che mettevano a rischio l’abc della democrazia a Ferrara. Può chiederlo anche a Montanari. Imparerà una cosa per lei del tutto nuova, in politica è persino possibile compiere scelte gravi e impegnative a favore di altri in cambio di nulla.
Nel corso degli anni ho organizzato decine e decine di incontri pubblici sui più vari argomenti di cultura politica, raramente con politici, quasi sempre con accademici e docenti universitari: ma lei lo sa già, a mio modesto giudizio credo che lei sia onnisciente, fortunatamente, almeno, dubito che sia onnipotente.
Ricordo ancora una importante proposta sul futuro di Ferrara rivolta al vicesindaco Maisto, che subito si dichiarò molto interessato. Dopo tre incontri, visto che nulla si muoveva rispetto al progetto, decisi di ritirare la mia proposta. Sicuramente ne sarà informato, ma se la memoria dovesse farle difetto, chieda pure a Maisto. La mia proposta forse rappresentò persino lo spunto iniziale per iniziative altrove sviluppate, ma le idee positive è bene che girino e approdino anche in altri lidi, peccato che proprio il suo partito poi quelle idee tenda a rigettarle.
Mi permetto ancora di ricordarle che 8- 9 mesi dopo l’approvazione della delibera sul Testamento biologico che ne istituiva il registro in Comune, visto che la delibera era rimasta lettera morta, intrapresi uno sciopero della fame al solo scopo di vedere il registro operante. Anche grazie a Masieri, dopo circa due settimane di digiuno (non dubito che lei ritenga questa azione poco elegante, lo so, lei si muove diversamente, è troppo colte ed elegante) il registro entrò in funzione: ancora un atto dovuto. Se la sua memoria non l’aiuta, chieda a Masieri.
In precedenza, quando ero consigliere comunale, ho elaborato e proposto numerosissimi spunti operativi e vari furono fatti propri e sostenuti dall’allora sindaco Sateriale. So che lo sa, ma comunque Sateriale è lì e consultabile.
So che lei è impegnatissimo a fare carriera e non voglio tediarla oltre sulle tante proposte da me sollevate nel tempo, ma giusto per rimanere all’interno del suo partito può chiedere a Lodi, a Montanari, purtroppo per noi tutti non a Cavallini, e ai segretari provinciali e comunali che nel tempo si sono succeduti; del suo stesso partito.

Questi sono soltanto pochi spunti su quanto ho proposto, fatto ed elaborato nel tempo, sempre fuori dai circuiti del potere, dove lei sembra felicemente inserito. Lei ancora sostiene che “ho ricevuto qualche delusione personale” “rispetto alla riorganizzazione delle aziende locali”. Mi consenta di dirle che la sua volgarità è senza limiti. Sta parlano allusivamente, tipo dico e non dico, da perfetto quaquaraqua: certi avvertimenti e metodi mafiosi sono più diretti. Lei è autobiografico, attribuisce all’altro da sé la sua stessa natura, crede che gli altri siano al suo livello, ma le garantisco che in giro c’è di meglio. Lei, ottusamente, crede di mettermi in difficoltà, invece mi offre l’occasione di fare qualche chiarezza. Ora le dico quello che non ho mai enunciato in precedenza pubblicamente. In passato non ho mai ribattuto a volgari e triviali insinuazioni così simili alla sua. Dopo il sostegno a Tagliani con la lista Laici Riformisti assieme ai socialisti, nata, lei non lo crederà, da una mia idea, seppi dall’amico Alberti che il sindaco, tramite la sua persona (chissà perché), mi offriva di entrare nel Consiglio di amministrazione di AFM: cosa mai chiesta, non voluta e che non mi interessava affatto. Certo lo saprà già, lei sembra sapere tutto, ma chieda ad Alberti con quali colorite espressioni reagii. Poi con i miei compagni discutemmo se accettare o no quella proposta. Fu una discussione lunga e animata, davvero bella, varie persone cambiarono opinione nel corso della serata. Alla fine decidemmo di accettare per un solo motivo: se avessimo rifiutato saremmo immediatamente dovuti andare alla rottura con Tagliani, e questo poche settimane dopo il voto. Dissi tutto questo a Tagliani e accettai l’offerta affermando con forza che lo facevo solo in attesa di un possibile incarico di natura politica, che avrei immediatamente accettato a titolo gratuito. La stessa cosa ripetei a Tagliani anche in seguito ma, davvero, cosa glielo dico a fare, visto che lei ne è ben informato. Quando sopravvenne la “riorganizzazione” cui lei accenna con signorilità, fui l’unico ad approvarla completamente fra i consiglieri del Cda, come sa, non ne dubito. Lei è un birbante, un birbante offensivo e zotico. La degenerazione della politica, anche grazie al suo contributo, diviene sempre più pericolosa e misera, a tratti persino miserabile.
Ma nella sua risposta al mio scritto nulla lei dice a proposito dell’arroganza assoluta della Sarracchiani. Vede, lei sembra avere qualche vuoto selettivo di memoria. E nulla dice sulla mia proposta di far cessare subito la pratica della divisione fra i partiti degli scrutatori, scegliendo gli amici e gli amici degli amici. Casa fa, latita? O le pratiche spartitorie l’eccitano? Forse le danno quel brivido che l’assenza di moralità politica non sanno provocare.

In ogni caso è anche, non solo, per i continui rifiuti ai nostri tentativi di dialogo con il partito di maggioranza relativa, spesso avanzando idee e proposte per altro inevase, che abbiamo creato una lista civica che si chiama “Un’altra Ferrara”; Ferrara ha urgente bisogno di un’alternativa alle persone come lei.
Come dicevo noi non ci conosciamo (anche se lei sembra sapere tutto di me) ma mi permetta, per questo, di ringraziare la sorte.7

Mario Zamorani
Candidato sindaco per “Un’altra Ferrara”

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