Percorso ciclopedonale di via Marconi verso il completamento
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Goro. “Un comitato ha contestato e messo in discussione il progetto dell’impianto a biogas di Goro, solo attraverso una serie di notizie e pareri confusi e senza alcuna base scientifica. Il tutto basato su notizie ricavate da Internet: un luogo dove è possibile trovare tutto ed il contrario di tutto”. Dopo l’interrogazione presentata in regione dal consigliere Andrea De Franceschi (M5S), in merito al progetto di una centrale energetica che sfrutti le alghe della sacca, non si fa attendere la risposta della società Energesi Ambiente, che ‘sfida’ gli oppositori del progetto a trovare “prove scientifiche dei danni provocati da questo tipo di impianto”.
“Il comitato – sostiene l’azienda – ha fatto semplicemente leva sulla disinformazione e i sentimenti di preoccupazione più che legittimi che le famiglie possono avere in tema di salute ed economia del paese, ma fornendo notizie false e tendenziose. Esponenti politici che si sono palesati nella protesta hanno denunciato alla Regione Emilia Romagna che nell’impianto le alghe verranno bruciate. Ciò non solo è falso ma prevarica completamente la logica del progetto, tanto da domandarsi se chi protesta abbia in minima parte cercato di capire contro cosa protesta”. Una replica che affronta direttamente le critiche al progetto mosse da De Franceschi, secondo il quale “gli impianti a biogas e biomasse hanno impatti sull’ambiente, sul paesaggio, sull’agricoltura e sulla salute umana potenzialmente molto pesanti e in buona parte ancora tutti da valutare” e la produzione di energia implicherebbe “emissioni in atmosfera e miasmi”.
Diametralmente opposta la visione della Energesi, secondo cui “l’impianto di trasformazione microbiologica per la produzione di energia in cogenerazione e di fertilizzante organico, nasce dall’esigenza di trasformare un danno in una risorsa”, tanto che “anche la Provincia è partner del progetto” che “ha ottenuto i pareri positivi dagli oltre 30 enti preposti all’autorizzazione”. L’azienda richiama le esperienze più virtuose di sfruttamento delle biomasse, sostenendo che “in altri paesi europei questi progetti sono visti con favore ed auspicati fortemente dalle popolazioni. Ci sono interi paesi che vivono ed hanno creato una vera e propria economia basata sulle rinnovabili da biomasse e dove sono nati diversi impianti di biogas utili sia all’agricoltura che all’ambiente. In Europa esistono già oltre 12mila impianti funzionanti e di cui circa mille solo in Italia, Emilia Romagna compresa”.
Nel caso di Goro, secondo Energesi Ambiente, il progetto avrà effetti positivi anche in altri ambiti: “Nello stesso stabilimento è stato previsto un laboratorio di ricerca per ricavare prodotti naturali a fini medicinali e cosmetici, sono stati intrapresi contatti con le principali Università italiane e internazionali e si prevede di assumere giovani tecnici altamente specializzati”. Ma anche dal punto di vista ambientale l’azienda sostiene che “L’impatto dell’impianto sull’inquinamento dell’ecosistema locale sarebbe addirittura migliorativo rispetto alla situazione attuale. L’impianto utilizza le alghe e altre materie organiche del territorio, evitando qualsiasi tipo di rifiuto. Non ci sarà alcun spandimento di digestati e attraverso la filiera del biogas e della cogenerazione si andrà a eliminare una quantità importante di gas serra: nel caso di Goro con emissioni in meno per circa 18mila tonnellate all’anno di CO2 equivalente. L’impianto non prevede scarichi di alcun tipo tranne le sabbie e l’acqua salata delle alghe: l’impianto ricicla tutto al suo interno senza far danni. Dall’impianto escono solo prodotti finiti e, per quanto riguarda le tanto contestate emissioni, l’impianto non fa più danno di un paio barche, quindi molto molto meno delle 1200 barche che quotidianamente percorrono la sacca”.
Tutte ragioni per cui, per l’azienda a capo del progetto, l’attacco di De Franceschi avrebbe ragioni strumentali: “Viene da pensare: perché tanto accanimento? C’è forse qualche interesse privato o politico? Saremo sempre disponibili ad un incontro chiarificatore ma, in una sede dove si possa ragionare con calma senza che, come già successo, si venga investiti da parole ed insulti, credendo di carpire l’attenzione urlando e divulgando notizie senza alcun fondamento reale né, tantomeno, scientifico”.
Sulla vicenda interviene anche la Provincia per bocca dell’assessore all’ambiente Giorgio Bellini che specifica come l’ente territoriale sia “titolare del procedimento amministrativo che è stato avviato a seguito della richiesta della Ditta Energenesi” e assicura che che farà “tutto quanto necessario per garantire al comitato la possibilità di partecipare al procedimento amministrativo, secondo le regole della legge 241 del 1990, convinti che su questi temi ci debba essere il massimo coinvolgimento anche delle persone che vivono nel territorio oggetto della richiesta. La Provincia, infatti – continua Bellini – assicura che da sempre ha operato nella più assoluta trasparenza e ha agito da sempre a tutela dei diritti dei diversi soggetti coinvolti nei procedimenti di propria competenza, nel rispetto dei principi di salvaguardia dell’ambiente, del territorio e della salute dei propri cittadini”.
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