Si conclude con sei assoluzioni piene, ‘perchè il fatto non costituisce reato’, il processo per la morte di Adis Masinovic, il ragazzo serbo che ad appena 21 anni morì investito da un treno mentre lavorava in un cantiere a Coronella. Una morte che fece subito nascere i sospetti della procura circa eventuali carenze nelle misure di sicurezza da parte delle ditte e dei responsabili del cantiere, finiti alla sbarra per la violazione di norme di sicurezza sul posto di lavoro.
Dubbi dissipati dopo la sentenza odierna, che ha sollevato gli imputati da ogni responsabilità penale riconducendo così il drammatico incidente a un fatale errore umano. Era al primo giorno di lavoro Adis Masinovic quando, il 22 aprile del 2008, si presentò al cantiere ferroviario di Coronella. Il giovane serbo aveva appena cominciato a lavorare per la ditta Maeg di Treviso, che aveva in gestione la realizzazione delle travi del cavalcavia sui binari, nell’ambito di un appalto della Provincia vinto dalla ditta Cogeap di Napoli. Il 21enne stava trasportando una macchina fresatrice sulla spalla da un lato all’altro dei binari, quando non si accorse dell’arrivo dell’Eurostar 9463 Venezia-Firenze che lo travolse in pieno, uccidendolo sul colpo.
Le indagini hanno cercato di fare chiarezza sul rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere e il tribunale rinviò a giudizio tutti i responsabili per la sicurezza degli enti coinvolti: l’ingegnere capo della Provincia Gabriele Andrighetti e il suo collega Luca Benini, coordinatore per la sicurezza provinciale (difesi dagli avvocati Alberto Bova e Luca Esposito), Sebastian De Luca Picione e Carmine D’Orzo della Cogeap, e Marilena Carlet e Alessio Ortolan della Maeg (difesi dagli avvocati Maurizio Jacobi e Alessandro Romoli). Solo per quest’ultimo, all’epoca direttore tecnico e amministratore dell’impresa, nell’udienza finale il pm Alessandro Rossetti ha proposto due anni di condanna, chiedendo invece l’assoluzione per tutti gli altri imputati.
Alla fine la sentenza ha uniformato le posizioni di tutti gli accusati, dichiarando che nei fatti avvenuti nel cantiere non sussiste reato. Per capire le ragioni della decisione sarà necessario aspettare 90 giorni, quando saranno depositate le motivazioni della sentenza. Secondo gli avvocati difensori è però prevalsa la linea dell’errore umano: quella cioè secondo cui Masinovic avrebbe ignorato la segnaletica posta sulle recinzioni sui due lati dei binari, rimanendo così vittima dell’incidente fatale.