Politica
27 Marzo 2014
"Decisione politica ok, ma mi preoccupa dover restare sola. Mio futuro è nel privato"

Province. Zappaterra: “Ora sappiamo come finisce il film”

di Daniele Oppo | 2 min

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admin-ajax (5)Il futuro della presidente della Provincia Marcella Zappaterra è nel privato. A ribadirlo, dopo averlo annuncviato mesi fa, è lei stessa in una nota nella quale dichiara di non essere stupita per l’approvazione del ddl Delrio sull’abolizione delle Province che arriva dopo anni di tira e molla, ma di essere al contempo preoccupata per le responsabilità che graveranno solo sulla sua figura in assenza di una copertura assicurativa, soprattutto dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati dopo l’incidente stradale sul ponte di Massenzatica.

Con la riforme infatti i presienti di Provincia devono rimanere in carica  fino al 31 dicembre 2014 a titolo gratuito.

“L’approvazione al Senato del ddl Delrio non mi stupisce – commenta Zappaterra -. La scelta politica sulle Province è stata compiuta da tempo. È, infatti, dal 2011 che triboliamo pensando di dovere andare a casa ogni fine anno. In realtà fino a ieri l’unica decisione presa è stata quella di tagliarci le risorse per gli investimenti necessari al territorio. Oggi sappiamo come finisce il film. Come ho già detto già alcuni mesi or sono, io andrò a lavorare nel privato. Se si ritiene che debba rimanere fino al 31 dicembre 2014 – afferma la presidente – perché è utile al territorio che resti piuttosto che in Provincia sia nominato un commissario, sono anche disponibile a farlo. Non nego, però, che a preoccuparmi non è tanto la gratuità, quanto il pensiero di restare da sola fino alla scadenza del mandato a firmare atti, prendere decisioni e assumermi responsabilità, senza copertura assicurativa, dopo quello che è successo questa settimana. L’idea – spiega Zappaterra – di dover rispondere personalmente, patrimonialmente e moralmente  di questioni rispetto alle quali non ho più strumenti per trovare soluzioni, mi preoccupa”.

Niente da eccepire, pur non rinunciando a togliersi qualche sassolino dalla scarpa, sulla scelta politica di abolire lo storico ente intermedio: “Non posso che sperare che l’Italia funzioni meglio -chiosa –  anche se gli enti locali vengono trattati come le bocciofile, mentre l’apparato statale e la politica nazionale rimangono tali e quali”.

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