Mar 25 Mar 2014 - 2477 visite
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Primo giorno ferrarese per i 40 profughi

Sono in buone condizioni salute, adesso via ai colloqui conoscitivi con mediatori e avvocati

La sede dell'associazione Viale K

La sede dell’associazione Viale K

Tra poco inizieranno i colloqui conosciutivi più approfonditi insieme ai mediatori e agli avvocati, nel frattempo i 40 profughi del Nord Africa giunti nel pomeriggio di domenica a Ferrara sono stati visitati da un medico di medicina generale all’anello di corso Giovecca, ospitati nelle strutture di accoglienza, rifocillati e, per chi ne aveva bisogno, anche vestiti.

Sono tutti uomini molto giovani, con età comprese tra i 18 e i 36 anni e provenienti dal Mali, Ghana, Nigeria e Senegal e fanno parte dell’enorme numero di persone, oltre 2 mila, raccolte e salvate nel mare di Lampedusa dalla Marina durante l’operazione Mare Nostrum dei giorni scorsi. Le loro condizioni, dopo i primi controlli all’ex Sant’Anna, sono apparse tutto sommato buone: “È andata bene – racconta Chiara Sapigni, assessore comunale alle Servizi Sociali -, erano stanchi ma abbastanza tranquilli. Dopo le visite li abbiamo affidati alle strutture di accoglienza della città (Viale K, la Casona dell’associazione Filippo Franceschi, l’Ostello e un abitazione del Asp, ndr). Adesso – prosegue Sapigni – iniziano i percorsi di verifica dei documenti e qualcuno ha bisogno di qualche indagine sanitaria più approfondita”.

Tra le strutture di accoglienza ci sono quelle dell’associazione Viale K che per l’occasione, come svela Francesca Rinaldi, ha cambiato la destinazione d’uso di una nuova struttura a Ostellato per poter accogliere i 12 profughi, tutti provenienti dal Mali. “Sono tutti molto giovani, il più vecchio avrà forse 30 anni – racconta il direttore dell’associazione Raffaele Rinaldi – e tutti in buono stato di salute”. Gli ospiti di Viale K, sono tra i primi ad esser scappati dopo il colpo di Stato del 22 marzo 2012 nella Repubblica del Mali: “Per fortuna abbiamo un operatore che parla benissimo il francese – spiega Rinaldi – e lui è riuscito a farsi raccontare qualcosa della loro storia, anche se oggi (lunedì, ndr) siamo stati molto leggeri dato che erano tutti abbastanza provati e confusi: sono scappati dal nord del Mali dove i fondamentalisti Tuareg fanno il bello e il cattivo tempo e sono rimasti più di un anno bloccati in Libia”. Le prime necessità per ora non sono un problema, “abbiamo avviato una raccolta rapida di vestiario”, spiega Rinaldi, anche se l’avviso dell’arrivo dei profughi è arrivato con sole 24 ore di anticipo.

Da martedì i volontari, gli operatori di Viale K e gli Avvocati di strada inizieranno a fare dei colloqui più approfonditi con gli ospiti della struttura: “Dobbiamo capire quali siano le loro vere intenzioni, se rimanere qui oppure raggiungere altri amici e parenti in Francia, e inizieremo ad avviare le procedure per le richieste di asilo”.

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