
Isabella Internò il giorno dei funerali di Denis Bergamini
Isabella Internò, convocata dai carabinieri di Castrovillari per essere interrogata su quanto accadde il 18 novembre 1989, nella notte in cui Donato “Denis” Bergamini perse la vita, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
A 25 anni da quello che venne creduto un suicidio del calciatore argentano, che all’epoca militava nel Cosenza Calcio, si fanno sempre più forti i dubbi sulle spiegazioni fornite dalla Interò e da Raffaele Pisano, unici testimoni oculari della morte di Denis. Nel 1989 le loro parole furono decisive per l’archiviazione del caso: la Internò affermò di aver viaggiato in automobile lungo la statale Jonica insieme al fidanzato, fino alla sosta in una piazzola e all’estremo atto di disperazione di Bergamini, che si “lanciò a pesce” sotto le ruote di un camion che sopraggiungeva. Un mezzo guidato da Pisano, che confermò la versione della ragazza determinando così l’archiviazione del caso (Pisano, creduto morto per un caso di omonimia fino a poco tempo fa, venne processato e assolto dal reato di omicidio colposo).
Una conclusione che non aveva mai convinto chi conosceva Denis da vicino: la famiglia e gli amici, ma anche i tanti tifosi che avevano applaudito per decine di partite alla grinta agonistica e alla voglia di vincere del calciatore argentano. E che, col passare degli anni, si è fatta sempre più sospetta anche per gli inquirenti. Dopo più di 20 anni, a contestare il decreto di archiviazione non erano più solo le considerazioni sul carattere e la forza d’animo di Denis, ma anche i riscontri tecnici che emergevano grazie al lavoro certosino della procura di Castrovillari e dell’avvocato Eugenio Gallerani, legale della famiglia Bergamini. Non solo le ferite sul corpo erano incompatibili con la dinamica descritta dai testimoni (secondo cui Denis sarebbe stato trascinato per 60 metri dal camion), ma anche i dati della “scatola nera” del mezzo non riportavano traccia della brusca frenata riferita dal camionista.
Sono quindi ripartite a pieno ritmo le indagini, con i due testimoni chiave passati nel maggio scorso dalla parte degli indagati. Per la Internò il reato ipotizzato dalla procura di Castrovillari è di concorso in omicidio volontario, lasciando quindi aperta la possibilità che dietro la morte di Denis ci possano anche essere dei complici. Per Pisano l’indagine riguarda invece la falsa testimonianza e il favoreggiamento di ignoti. Proprio il camionista è stato sentito dai carabinieri in novembre, appellandosi però alla facoltà di non rispondere, mentre la Internò in quell’occasione non si presentò adducendo motivi di salute. Alla seconda convocazione la donna ha però seguito l’esempio di Pisano, trincerandosi dietro il diritto al silenzio.
Ora la famiglia Bergamini aspetta l’arrivo di aprile, quando è fissato il termine delle indagini. Solo a quel punto si saprà se la procura di Castrovillari ha abbastanza elementi in mano per chiedere i rinvii a giudizio per la Internò e Pisano, oltre che per nuovi personaggi i cui nomi potrebbero emergere a sorpresa dal registro degli indagati.
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