Bondeno. “Noi abbiamo parlato con Renzi, ma credo che il Pd sia un’altra cosa”. Una frase, quella di Alan Fabbri, che ben riassume il giudizio del sindaco di Bondeno e della delegazione leghista sulle ultime vicissitudini politiche italiane: da un lato l’apprezzamento per il modo in cui il futuro premier si sta confrontando con le parti politiche, dall’altro i timori sulla tenuta della maggioranza di governo e sulla possibilità di fare le riforme. Il sindaco bondenese torna in Emilia nel tardo pomeriggio, dopo una giornata trascorsa come rappresentante della delegazione in cui erano presenti anche il segretario del partito Matteo Salvini, il governatore del Veneto Luca Zaia e il presidente della provincia di Sondrio Massimo Sertori.
“Abbiamo esposto a Renzi – racconta Fabbri – i temi legati ai territori del nord e alla ricostruzione dopo il terremoto in Emilia. Abbiamo trovato una certa attenzione da parte sua su alcune problematiche, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica nei territori colpiti dal sisma, da tenere fuori dal patto di stabilità. Ma si è discusso anche di temi più generali come la riforma dell’Articolo Quinto della Costituzione, l’Unione Europea e lo ius soli, che Renzi vuole portare avanti in modo più moderato rispetto al suo partito, concedendo la nazionalità a chi frequenta almeno le scuole elementari. Ma personalmente credo sarebbe più opportuno parlare della scuola dell’obbligo in toto”.
Il sindaco bondenese parla anche della sua prima esperienza all’interno di una delegazione nazionale e loda l’idea della Lega Nord di portare anche gli amministratori locali a discutere del nuovo governo. “Credo che quello di Salvini sia stato un gesto intelligente: gli amministratori locali sono quelli che stanno ‘in trincea’ e conoscono la vera situazione dei territori. Ma apprezzo anche che Renzi abbia accettato questo tipo di consultazione”. Per quanto riguarda il presidente Napolitano, Fabbri non commenta il suo rifiuto di non accogliere i rappresentanti di Comuni e Province e si limita a dire che “ci è stato riferito che in questa fase non è prassi del presidente della Repubblica ricevere gli amministratori locali”.
L’ultima battuta è per il futuro del nuovo governo. Fabbri mostra di apprezzare maggiormente Renzi all’ormai ex premier Enrico Letta, ma resta scettico sulle possibilità del nuovo governo. “Sicuramente serviva una spinta diversa – afferma il sindaco di Bondeno -, ma non credo che un governo non eletto e con una maggioranza così risicata abbia la forza e i numeri necessari per per portare avanti veri progetti di riforma. Come Lega Nord abbiamo cercato di proporre una visione più basata sull’autonomia: ogni anno 50 miliardi partono per Roma da quattro regioni del nord per non fare più ritorno. Dobbiamo essere uno stimolo per portare avanti la riforma fiscale e ridare i soldi a chi li produce. Solo con una logica meritocratica si riuscirà ad aiutare anche le regioni del sud”.
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