Economia e Lavoro
13 Febbraio 2014
Per il sindacato rimangono le incertezze anche dopo l'accordo di Marghera

Filctem-Cgil: “Le incognite sul petrolchimico rimangono”

di Daniele Oppo | 2 min

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admin-ajax (2)Le segreterie della Filctem e della Cgil di Ferrara, dopo aver valutato il verbale di accordo del 10 febbraio scorso raggiunto a Marghera tra Versalis e le segreterie nazionali e territoriali di categoria e la Rsu dello stabilimento, ribadiscono la persistenza di uno stato di incertezza per il petrolchimico di Ferrara.

La posizione della Ggil locale appare dunque distante dall’ottimismo espresso qualche giorno fa dal segretario Femca-Cisl Stefano Mantovani che aveva salutato positivamente l’accordo. “Ad un primo esame tale accordo ci consegna intatte tutte le incognite – affermano in un comunicato le segreterie Cgil ferraresi -, da noi già espresse sia al tavolo regionale sullo sviluppo del petrolchimico dell’11 luglio scorso che in occasione degli ultimi incontri in Comune sul rinnovo del Accordo di programma alle ricadute e alla sostenibilità delle attività degli impianti a valle, in particolare per Ferrara sulla sostenibilità dell’impianto X° di Versalis e sulle forniture per gli impianti Basell”.

“Il nuovo quadro delineato dall’intesa – prosegue il sindacato – non rimuove gli elementi di incertezza che permangono dal 2008 quando Eni decise di orientare i nuovi investimenti sul politene in Francia e solo uno sbottigliamento dell’impianto e la modifica del mix produttivo per preservarne la prospettiva industriale potrebbero fugare tale preoccupazione, come rappresentato dalle organizzazioni sindacali negli incontri finalizzati al rinnovo dell’Accordo di programma. Anzi – afferma la Cgil – l’accordo appare una conferma delle scelte annunciate dal piano Eni ovvero della volontà di voler uscire dalla produzione di politene dopo le chiusure di Gela, Porto Torres e gli interventi di ridimensionamento a Priolo”.

“L’accordo di Marghera – si legge ancora nel comunicato – lascia dunque irrisolto il problema del consolidamento delle attività produttive e in particolare il futuro del X° impianto e l’occupazione conseguente. Inoltre la lunga durata della fermata, i tempi strettissimi di attuazione e lo sviluppo temporale del piano di ‘riassetto del Cracker’ , il riferimento alla ‘particolare congiuntura di mercato che rendono necessaria la sospensione temporanea di produzione dell’Etilene’ e i generici riferimenti alla continuità della fornitura (in che modo e da dove, con quali garanzie di continuità?) delle ‘materie prime rilevanti’ ai siti collegati (Mantova, Ferrara e Ravenna), chiedono risposte al tema delle prospettive per le attività degli impianti oggi in marcia, in assenza ad oggi di un diretto coinvolgimento di tutti i territori interessati (istituzioni comprese) e devono essere oggetto di discussione e approfondimento. Per quanto concerne la fornitura delle materie prime – conclude la Cgil ferrarese – è forte il rischio che al rinnovo dei contratti si producano dei costi aggiuntivi”.

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