Comacchio
13 Febbraio 2014
In udienza parla un dipendente Coe Clerici, secondo il quale i responsabili della sicurezza sarebbero figure delegate dal titolare

Morte nel cantiere indiano, serve una nuova perizia

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (7)Comacchio. Battuta d’arresto nel processo per la morte di Anacleto Beneventi, l’elettricista comacchiese che perse la vita il 3 aprile 2008 mentre lavorava in un cantiere navale per la costruzione di un cargo al largo delle coste indiane. Un processo che vede imputati i tre responsabili legali delle aziende coinvolte a vario titolo nel cantiere navale: il datore di lavoro di Beneventi, Gabriele Orioli della ditta Bs Impianti, il presidente del cda della Coe Clerici di Milano, Paolo Clerici, e il sub appaltatore Guglielmo Bedeschi della Bedeschi spa.

Nelle precedenti udienze i legali delle ditte Bedeschi e Coe Clerici hanno trovato un accordo con i familiari di Beneventi (costituiti parte civile attraverso l’avvocato Marco Linguerri) per un risarcimento economico,mentre i testimoni hanno parlato di come veniva gestita la sicurezza all’interno del cantiere. Descrivendo una situazione in cui, come sottolineato da Linguerri nel corso del processo, “gli operai erano stati mandati a lavorare allo sbaraglio”. Ora però la procura vuole vederci più chiaro e ha nominato un nuovo consulente che dovrà far luce sulla reale situazione in cui si trovarono a lavorare Beneventi e i suoi colleghi: una decisione che ha causato un rinvio del processo a maggio, quando verranno ascoltate le conclusioni del consulente sulla vicenda.

Beneventi morì cadendo sul ponte della nave da un’altezza di circa 15 metri, dopo aver perso la presa mentre scendeva da una scala a pioli senza protezione marinara. Nel cantiere non era presente personale medico e quando arrivarono i soccorsi dalla terraferma per l’elettricista comacchiese era già troppo tardi. Procura e parte civile puntano anche sulla mancanza di un equipaggiamento adatto, dal momento che anche le imbragature di sicurezza non erano del tipo adatto (a doppio moschettone) per salvare da una caduta dall’alto.

Durante l’ultima udienza il tribunale ha ascoltato come teste della difesa un impiegato amministrativo della Coe Clerici, secondo il quale il responsabile legale della ditta (Paolo Clerici) avrebbe passato la responsabilità della sicurezza a delle figure sottoposte, tramite una delega di funzioni, e non sarebbe quindi da imputare come eventuale responsabile del tragico episodio che portò alla morte di Beneventi. Il processo riprenderà a metà maggio quando, alla luce delle conclusioni del consulente della procura, sarà possibile concludere la fase istruttoria e avvicinarsi al verdetto definitivo del tribunale.

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