Una risonanza magnetica encefalica in provincia di Ferrara? Meglio armarsi di pazienza. È quanto risulta dalla nuova denuncia in ambito sanitario del consigliere comunale Giuseppe Toscano (Forza Italia – Pdl). Che riporta il caso concreto di un cittadino che, andando a prenotare la visita il giorno 29 gennaio, ha ricevuto come uniche opzioni le tre date del 24 luglio all’ospedale del Delta, il 27 agosto all’ospedale di Cento e il 9 febbraio all’ospedale di Cona. Febbraio 2015, però. Colpa delle liste d’attesa sempre più lunghe, che spingono molti utenti a rivolgersi alla sanità privata, in cliniche e case di cura collocate anche nel vicino Veneto e, di conseguenza, al di fuori del nostro sistema sanitario. Andando così a favorire una mobilità passiva che rischia di penalizzare ulteriormente il servizio pubblico e, in particolare, i già scarni bilanci delle aziende sanitarie ferraresi ed emiliano-romagnole.
Il problema dei tempi di attesa per risonanze magnetiche e Tac è ormai talmente diffuso che Toscano ha presentato una mozione al sindaco Tiziano Tagliani, affinché chieda spiegazioni e intervenga presso i direttori di Ausl e Sant’Anna. Prendendo esempio proprio dal modello della regione Veneto, che dalla fine del 2013 ha predisposto nelle strutture pubbliche e convenzionate l’utilizzo prolungato di Tac e risonanze magnetiche tutti i giorni, compresi i festivi, fino alle 23, aumentando così l’offerta del servizio.
Ma mentre nella regione vicina si cerca di smaltire in questo modo le liste di attesa, secondo Toscano a Ferrara si procede nel senso opposto. Secondo il consigliere “anche la provincia di Ferrra, nel suo piccolo, poteva già vantare un tale punto di eccellenza. Per circa cinque anni, fino al mese di agosto 2013, presso l’ospedale Santissima Annunziata di Cento erano praticati esami di risonanza magnetica e Tac con strumenti ad alta tecnologia di generazione recente. Dal lunedì al venerdì per tutti i pazienti della provincia di Ferrara, mentre il sabato e la domenica erano riservati ai mutuati provenienti da fuori provincia, ovviamente prenotati dai Cup o farmacie”.
Una pratica che secondo Toscano non solo aumentava l’offerta sanitaria, ma aiutava anche i bilanci delle aziende sanitarie. “Questa pratica – afferma il consigliere comunale – consentiva crediti (mobilità attiva) per l’azienda Ausl di Ferrara nei confronti delle aziende sanitarie di provenienza dei cittadini fuori provincia di Ferrara che si rivolgevano a Cento per fare gli esami RM o TC, che detratte tutte le spese, consentivano comunque un credito di circa il 50% complessivo. E i cittadini hanno sempre manifestato gradimento per la possibilità di accesso alle prestazioni sanitarie erogate il sabato e la domenica, perché consentiva loro di non perdere preziose giornate di lavoro”.
“Nel mese di agosto 2013 – è la denuncia di Toscano -, quella positiva esperienza dell’ospedale di Cento, dopo 5 anni di onorato servizio è stata dismessa. Ovviamente i tempi di attesa per le prestazioni sanitarie strumentali e conseguentemente quelle medico-specialistiche di tutta la provincia di Ferrara si sono allungati. Chiedo al sindaco di verificare se è vero che molti cittadini, visti i lunghi tempi di attesa, si rivolgono a strutture private e pagano a proprie spese le prestazioni che erano tenuti a ricevere dalle due aziende sanitarie ferrarese. E di intervenire presso i due direttori generali delle aziende sanitarie ferraresi per scongiurare il rischio e la possibilità che “qualcuno”, pubblico o privato, possa approfittarne e trarne indebiti vantaggi da questa situazione”.