Lettere al Direttore
26 Gennaio 2014

Tagliani e l’insostenibile superficialità delle mezze verità

di Ruggero Veronese | 3 min

Tagliani è impareggiabile uomo di partito, gliene va dato atto, senza se e senza ma, con una rete di potere radicata sin negl’argillosi meandri dell’associazionismo apartitico, con un apparato che spesso rasenta gli stessi dipendenti della pubblica amministrazione e l’inossidabile fedeltà di chi vede nella vittoria del partitone un recupero di fiato per altri 5 anni, che lo fa partire certamente da una posizione di vantaggio.

A questo ci aggiungiamo il dato più eclatante che emerge, ed emergerà sempre più da qui a maggio, nei numerosi incontri pubblici che si vanno moltiplicando per ricordare quanto di buono e di giusto è stato fatto per la collettività, facendo il tagliando ad una collaudata macchina propagandistica da politburo: se tutti cominciano, nel loro piccolo, a notare le mezze verità, per lui è la fine (politica s’intende).

Sono convinto che Tagliani conosca benissimo gli straordinari ed imperdonabili fallimenti della sua Amministrazione e proprio perché li conosce molto bene fa affidamento sull’arma più tagliente del suo arsenale: il mix letale di mezza verità sapientemente shakerata con una fisiologica smemoratezza del cittadino medio.

Questo cocktail è stato servito recentemente e verrà somministrato in dosi sempre più massicce, anche dai suoi luogotenenti che sgomitano e si sbracciano per evitare di rimanere senza seggiola (visto che le circoscrizioni se ne vanno).

Per evitare l’intossicazione l’unico antidoto è la rara memoria d’archivio, perché i suoi discorsi, se letti per intero, d’un fiato, sembrano il manuale dello statista moderno. Eppure basta soffiare via la polvere dalle incartapecorite notizie quotidiane e ecco spuntare di tutto: dai soldi sprecati in costi lievitati ai proclami disattesi sino ad improbabili torsioni politiche.

La carrellata è molto lunga: dalle centinaia di migliaia di euro di costi aggiuntivi per “buoni risultati” del piano neve del 2009 sino alla “Casa della Salute” aperta H24 7 giorni su 7, salvo essere puntualmente smentito da Saltari, passando per l’indimenticato sbugiardamento del dott. Mauriello sul problema sicurezza.

Sulla situazione della fallimentare gestione delle politiche abitative, sociali e di indirizzo, la realtà economica e sociale, (para)pubblica e privata, testimoniano meglio di qualsiasi commissionato sondaggio l’agonizzante stato dell’enclave estense.

Non voglio attribuirgli le responsabilità di certi elementi del suo partito le cui infelici dichiarazioni ancora oggi sono motivo di grasse risate da parte della cittadinanza ma quando, da anni, dopo il suo gong da campagna elettorale, tra un’asfaltatura e un taglio di nastro, cerca di porre rimedio con spot a carico della collettività, dilapidano preziose risorse per cercare di coprire sotto il tappeto della buona amministrazione l’assoluta inadeguatezza nella programmazione di decenti politiche gestionali, capisco che ciò lo infastidisca, tanto da, sia pur velatamente ed indirettamente, agitare il bavaglio davanti a chi prova a rimettere in fila gli eventi evitando la strumentale propaganda spot.

Ovviamente il mio augurio è che possa dedicarsi a tempo pieno alla sua attività professionale e che dopo oltre mezzo secolo Ferrara si affranchi da questa incrostazione amministrativa che tutto può essere tranne che Politica.

Lorenzo Barbieri

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