Porto Garibaldi. Doccia fredda, nel pomeriggio del 31 dicembre, per i dipendenti dello stabilimento a Porto Garibaldi di Servizi Ospedalieri. Solo una settimana prima erano giunte le rassicurazioni da parte di Vasco Errani e della Regione, secondo cui l’azienda aveva congelato la chiusura degli impianti per rimandare tutto alla trattativa nelle sedi istituzionali, ma proprio alla vigilia del nuovo anno Manutencoop ha nuovamente cambiato i suoi piani mandando ai propri dipendenti una comunicazione che smentisce, almeno in parte, le buone notizie di pochi giorni prima.
Oltre a dare informazione sugli orari di servizio per i reparti di sartoria, magazzino e manutenzione, la lettera spiega infatti che “si effettuerà, anche per ragioni tecniche, una sospensione delle restanti attività a partire dal 1° gennaio 2014. A tutto il personale nei reparti non soggetti a prosecuzione dell’attività saranno riconosciute le spettanze secondo la normativa applicabile”. Buona parte dei reparti resterà quindi ferma fino a nuovo ordine, o fino a quando la trattativa sindacale ne sancirà la definitiva chiusura. Il tutto mentre molti dipendenti temono che intanto l’azienda cominci già a smontare gli impianti di Porto Garibaldi per trasferirli in altri centri, rendendo di fatto quasi superflua la trattativa che si appresta a nascere.
“Ci siamo recati stamattina allo stabilimento – spiega il segretario Uilcem Michele Mazzolenis -: lo stabilimento è aperto per chi deve lavorare e non ci sono fermi ai cancelli. Ma l’arrivo di questa comunicazione il 31 dicembre, quando avevamo fatto appena il giorno prima l’assemblea sindacale, sembra fatta apposta per abbassare la credibilità delle parti coinvolte. Ci siamo subito attivati presso le istituzioni perchè convocassero un incontro urgente in Regione”.
I sindacati Filctem, Femca e Uiltec hanno quindi inviato una lettera ai dirigenti di Manutencoop e dello stabilimento comacchiese, chiedendo di sospendere la decisione in attesa del confronto in Regione e affermando di aver già sollecitato l’intervento delle istituzioni pubbliche. Mentre in un comunicato sindacale interno, invitano i dipendenti “a confermare la loro immediata disponibilità alla prestazione lavorativa a partire dal giorno 02 gennaio 2014 rispettando gli orari in essere antecedentemente a tale ordine di servizio”, dal momento che nella decisione dell’azienda “non sono esplicitate le caratteristiche e le ragioni di un cambio delle stesse e non c’è stato un confronto preventivo richiesto dalle norme di legge e contrattuali vigenti”.
Anche la Provincia intanto prende posizione sulla vicenda. “Siamo rimasti stupiti di fronte a questa comunicazione – afferma la presidente Marcella Zappaterra – e ci siamo subito attivati per un incontro in Regione, che dovrebbe avvenire il 9 gennaio. Speriamo che in questa sede si apra un confronto serio e costruttivo”. I dipendenti per i quali è prevista la sospensione delle attività verranno comunque regolarmente retribuiti fino a quando un accordo sindacale non farà luce definitivamente sul loro futuro nell’azienda. Ma per i lavoratori di Porto Garibaldi la richiesta di cassa integrazione sembra un’ipotesi sempre più concreta.
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