Comacchio. Servizi ospedalieri: buone notizie per i dipendenti della sede di Porto Garibaldi. Dopo l’intervento del presidente della Regione Vasco Errani, sollecitato nelle ultime settimane da lavoratori, sindacati e istituzioni locali, Manutencoop ha infatti congelato la decisione di chiudere lo stabilimento, aprendo a una nuova fase di trattativa che potrebbe scongiurare, o almeno in parte, la perdita occupazionale che pende sul territorio comacchiese. La notizia arriva durante l’assemblea odierna che si è tenuta a Palazzo Bellini, dove i vertici provinciali di Filctem – Cgil, Femca – Cisl e Uiltec – Uil e i rappresentanti di Comune e Provincia (con l’assessore Caterina Ferri) hanno illustrato ai dipendenti e alle loro famiglie le ultime novità.
E di fronte all’ultima novità i sindacati esprimono la propria soddisfazione, sia per il coinvolgimento riscontrato dalla popolazione che per il ruolo attivo delle istituzioni di fronte a un vertenza che partiva con i peggiori auspici. “La posizione di Manutencoop – riassume il segretario provinciale Femca, Stefano Mantovani – è stata fin dalle prime fasi improntata a una ferma chiusura: il suo piano iniziale era di chiudere lo stabilimento il 2 gennaio e mettere tutti i 115 dipendenti in cassa integrazione straordinaria per uno o due anni, senza alcuna possibile alternativa. Questa notizia di prorogare i tempi per la chiusura ci dà il tempo per aprire nuova discussione a livello regionale e sicuramente dà una boccata d’aria a tutte le famiglie coinvolte nella vertenza”.
Le tempistiche per poter arrivare a un accordo prima dell’azione unilaterale di Manutencoop non sono ancora noti, anche se secondo i sindacati Errani avrebbe riferito che lo stabilimento rimarrà aperto fino a quando la trattativa non avrà portato a qualche risultato. “Di certo – afferma Mantovani – la notizia di oggi è molto positiva perchè ci permette finalmente di aprire una fase di dialogo con l’azienda. Quali saranno le nostre proposte? Di sicuro non vogliamo sentir parlare di chiusura dello stabilimento, soprattutto perchè non parliamo di una vertenza aperta a causa di una crisi, ma di una chiusura preventiva che potrebbe essere evitata se Servizi Ospedalieri differenziasse le proprie attività”.

Anche una delegazione dei lavoratori Basell ha partecipato al presidio di fronte al municipio di Comacchio
Secondo il segretario Femca infatti alla base di tutta la vertenza ci sarebbe anche la scarsa lungimiranza di parte della dirigenza dell’azienda, che negli anni ha puntato quasi esclusivamente sugli appalti pubblici degli ospedali senza allargare il proprio servizio e il proprio bacino di utenza. E quindi, con la riorganizzazione sanitaria in atto e la possibile chiusura dell’ospedale San Camillo, le prestazioni richieste allo stabilimento si ridurrebbero notevolmente. “L’attività di Servizi Ospedalieri – continua Mantovani – è incentrata sul lavaggio di materassi, lenzuola e indumenti per le strutture sanitarie, di proprietà dell’azienda ma dati in gestione alle strutture sanitarie. Qualche anno fa il mercato permetteva ai dirigenti di Servizi Ospedalieri di restare fermi e aspettare di aggiudicarsi gli appalti pubblici, ma oggi bisogna essere più aggressivi e competitivi sul mercato. Lo stabilimento è vicino alla scadenza di circa il 40% degli appalti, e forse temono di non riuscire a rinnovarli e si vogliono muovere in anticipo chiudendo lo stabilimento”.
Eppure, secondo il segretario Femca, l’azienda dovrebbe puntare a fare utili proprio allargando la propria offerta. “Oggi – continua Mantovani – ci sono aziende di lavasecco più piccole ma che stanno crescendo e grazie alla loro intraprendenza stanno rubando fette di mercato a Servizi Ospedalieri. È vero che la spending review sta portando a una riduzione dei posti letto in tutta Italia, a scapito di attività come quella di Porto Garibaldi, ma la dirigenza dovrebbe guardare anche, ad esempio, al lavaggio delle tute da lavoro per i grandi stabilimenti o a tutto il mondo degli alberghi e delle strutture ricettive. Fette di mercato che Servizi Ospedalieri non ha mai voluto esplorare”.
Tutti argomenti che i sindacati sperano di approfondire al tavolo di trattativa con l’azienda. Le date non sono ancora note. L’unico dato certo, per ora, è che i 155 lavoratori e lavoratrici dello stabilimento di Porto Garibaldi potranno festeggiare il capodanno senza il timore di perdere il lavoro poche ore dopo.
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