Il 2014 si aprirà con un’amara sorpresa per i contribuenti Portuensi: il 16 di gennaio infatti si dovrà pagare la cosiddetta “Mini Imu” sulla prima casa, ovvero il 40% della differenza tra l’aliquota deliberata dal Comune e l’aliquota base del 4 per 1000.
Quando mi sono candidata a Portomaggiore pensavo che mi sarei dovuta confrontare con il gotha dell’espressione politica locale. Pensavo che questo confronto mi avrebbe arricchita a livello politico essendo una neofita e, soprattutto nella mia professione, avendo un confronto quotidiano con amministratori che pensavo avessero una marcia in più.
Mi riferisco alla scelta del sindaco Minarelli e della sua maggioranza di aumentare l’aliquota Imu al 4,8 per mille pensando furbescamente di far pagare la differenza agli Italiani.
Infatti la delibera con l’aumento dell’aliquota prima casa avvenne proprio in quel periodo in cui il governo aveva stabilito (salvo successivamente ricredersi…) che tale differenza sarebbe stata pagata ai Comuni dallo Stato.
Salvo poi ritrovarsi con il cerino in mano dopo che il governo ha deciso che la differenza deve essere pagata dai contribuenti locali cioè dai Portuensi.
Vero è che tale sorte è toccata a tutti i Comuni che, anche l’anno precedente, avevano deliberato aliquote prima casa superiori all’aliquota base, però recentemente ho letto su un quotidiano locale che il Comune di Ferrara nella persona del Sindaco Tagliani l’11 dicembre ha spento le luci in Viale Cavour dalle 20 alle 22 per protesta “contro i primi cittadini furbetti”dichiarando nel contempo che la sua “è una giunta seria”.
A fronte di queste dichiarazioni e di questa scelta amministrativa che mi ha lasciata perplessa (eufemismo voluto) mi chiedo e chiedo ai Portuensi: i nostri amministratori come li dobbiamo considerare?
Amministratori eccelsi, o “furbetti del paesello”?
Giovanna Stefanelli
Capogruppo Lega Nord Portomaggiore