Riconoscimento per il lavoro fatto, critiche per “l’assenza di progettualità” e qualche aspro richiamo al fatto che i passi avanti fatti nell’opera di riduzione del debito siano passi avanti rispetto alle precedenti amministrazioni dello stesso colore politico. È quello che ha incassato l’assessore al bilancio Luigi Marattin (insieme al sindaco Tiziano Tagliani) durante la seduta del consiglio comunale in cui si è discusso e approvato con 29 voti a favore (quelli della maggioranza e quelli di Lef, l’ex avversario Giorgio Dragotto compreso) il bilancio di previsione 2014, l’ultimo del primo mandato di Tagliani.
Se il consigliere del nuovo gruppo Gol (Giustizia, onore e liberetà) Enrico Brandani si prodiga in complimenti all’indirizzo dell’assessore al bilancio – “Oggi sono un uomo libero e dico complimenti Marattin e complimenti Tagliani” – c’è anche chi non risparmia critiche alla persona, come Giampaolo Zardi di Forza Italia: “La sindrome di Narciso effettivamente la pervade – afferma riprendendo un paragrafo della relazione dello steso assessore in cui trattava il tema della sua personalità prima di rilevare che i cambiamenti portati dall’amministrazione sono dei cambiamenti rispetto a decenni di amministrazioni di centro sinistra -: veniamo da una gestione della cosa pubblica di tipo chiuso che da 68 anni non si sposta di un centimetro: gestendo il consenso elettorale del 40% gestite il 99% del potere”. Tornando nel merito del bilancio la critica di Zardi è rivolta all’assenza “di una vera politica di rilancio”, critica simile a quella della consigliere della Lega Nord Francesca Cavicchi: “Manca la progettualità su cosa si farà mentre Ferrara si sta impoverendo”.
Anche l’altro consigliere di Gol, Francesco Rendine, pur riconoscendo – anche se all’insegna del ‘si poteva fare di più’ – la presenza punti brillanti nel bilancio di previsione, rivanga il passato dell’amministrazione di centrosinistra estense e rivolto a Marattin afferma: “Riconosco che ha avuto il coraggio di cambiare criticando anche il suo stesso partito, ma quando si ha il vento in poppa è facile andare in quella direzione, l’avrei stimata di più se avesse governato la barca anche quando il vento spingeva in un’altra direzione quando era consigliere della precedente amministrazione, la peggiore da quando a Ferrara c’erano gli estensi”.
“Quello che emerge – commenta Marattin rispondendo alle critiche – è che siamo gli stessi di 68 anni fa e che quando vengono riconosciuti i progressi fatti da questa amministrazione si ricorda che però prima non si faceva così. Il combinato disposto da questi due temi – prosegue l’assessore al bilancio – implica che noi non dovremmo fare nulla perché c’è quel peccato originale non lavabile. Qualsiasi cosa ci inventiamo è inutile perché c’è una colpa che grava sulle nostre spalle – continua – ma io contesto queste cose: non ho nulla in comune con le tradizioni politiche comunista e democristiana di 70 anni fa. Il partito che ha la maggioranza assoluta qui è nato 6 anni fa e nessuno più di me lo accusava di aver cambiato solo simbolo ma non classe dirigente”.
“Mica vero che ci sono sempre gli stessi da 70 anni – rintuzza Tagliani, intervenuto in coda alle dichiarazioni di voto (e per questo causando il malumore dei consiglieri di Gol espressosi poi nell’astensione dal voto) -, è una grande balla, io sono stato per 9 anni sui banchi di opposizione, ma piano piano ci siamo integrati”. Dal sindaco anche note di orgoglio per i risultati politici fin qui raggiunti: “Con la nostra coerenza abbiamo creato credibilità nell’amministrazione: così nella maggioranza e nell’opposizione si è allargata la base del consenso. Questo ci ha consentito di governare meglio e della nostra coerenza e credibilità dobbiamo dare merito alla giunta, alla maggioranza e a quella parte di opposizione che ha riconosciuto il valore di alcune scelte che abbiamo preso “.
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