Accordo raggiunto tra i vertici dell’ospedale Sant’Anna e Anaao Assomed, il sindacato dei dirigenti medici, che ha revocato lo stato di agitazione proclamato lo scorso 20 novembre. Con il primo incontro di venerdì 6 dicembre le due parti avevano già trovato una soluzione per due dei tre punti al centro della mobilitazione: le relazioni sindacali e il rispetto di alcuni impegni presi dall’azienda ospedaliera. Restava ancora fuori il nodo dell’applicazione del contratto di lavoro, che riguarda in particolare la sostituzione dei primari andati in pensione (per la quale c’è una normativa che secondo Anaao Assomed non è stata rispettata) e l’assegnazione dei medici nelle organizzazioni interne all’azienda (o moduli dipartimentali).
Ostacoli superati dopo l’incontro di poche ore fa in prefettura, “durante il quale – afferma il segretario provinciale del sindacato, Pierluigi Api – siamo arrivati a un compromesso accettabile. Per quanto riguarda la copertura del primario in pensione, la nostra richiesta era che avvenisse all’inizio dell’anno. Alla fine è slittata leggermente più avanti, ma è il Sant’Anna lo ha concesso. Poi c’era la questione della gestione del personale medico, e l’ospedale ha riconosciuto le nostre prerogative nell’organizzazione del lavoro. Si tratta di un accordo firmato davanti al prefetto Provvidenza Raimondo, e in caso di mancato rispetto da parte dei vertici del Sant’Anna torneremo davanti a lei e proclameremo nuovamente lo stato di agitazione”.
Ufficializzato anche l’accordo, già raggiunto informalmente venerdì scorso, sulle relazioni sindacali: in sostanza quando verranno presentate istanze e domande alla dirigenza, questa dovrà rispondere entro una data limite, da concordare volta per volta.
Le cattive notizie per il sindacato vengono invece dalla Corte d’Appello di Bologna, dove proprio oggi era attesa la sentenza di secondo grado sul ricorso, presentato da Anaao Assomed contro il Sant’Anna, per il riconoscimento delle ore di straordinario non pagate: 75 mila ore all’anno, secondo i calcoli del sindacato, per un totale di 3 milioni di euro che dovrebbero essere rimborsati a 110 medici ferraresi. L’udienza è stata però posticipata di quasi un anno (al 24 novembre 2014) a causa della mancanza di un relatore. La sezione ferrarese del sindacato è stata imitata da molte altre segreterie locali in Italia, e la sentenza è attesa con molta trepidazione in quanto creerà il precedente giuridico per tutte le cause successive.
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