Comacchio
7 Dicembre 2013
Quattro ciclo-attivisti percorreranno il tracciato previsto per l'autostrada sensibilizzando sui motivi dell'opposizione

“No-Orme”, in bici contro la Orte-Mestre

di Daniele Oppo | 3 min

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Foto No-Orme a Comacchio 6 dic 2013Comacchio. Sono partiti stamattina (venerdì 6 dicembre) alle 7,15 da Mestre i 4 “ciclo-attivisti” che hanno come destinazione Orte in una staffetta di sensibilizzazione sulla rediviva autostrada Orte-Mestre.

Gli attivisti – la cui campagna si chiama “No-Orme” – sono stati accolti in giornata a Comacchio da esponenti di Gente di Sinistra Ferrara, naturalisti ferraresi, Delta Natour di Argenta e Legambiente (con un messaggio arrivato dal Coordinamento Cispadano No-Autostrada). “Ripercorreranno idealmente il tragitto che dovrebbe rappresentare quello dell’autostrada – spiega Stefano Martini del circolo “Delta del Po” Legambiente di Comacchio – con l’intento di sensibilizzare le persone su questo progetto riesumato dopo 10 anni dall’attuale governo”.

“La Orte-Mestre è un progetto che nasce vecchio già nella concezione originaria che è quella di investire ancora su cemento, asfalto e trasporti su gomma – sostiene ancora Martini -, senza pensare al quadro globale mutato sia dal punto di vista economico che ecologico”. In cima alle critiche degli oppositori alla nuova autostrada non ci sono tanto le questioni strettamente ambientali quanto “la vecchia logica delle grandi opere”: “I problemi del trasporto in Italia – afferma Martini – vanno affrontati ripensando globalmente la logistica, riducendo le merci che circolano e, laddove rimane necessario, migliorando i trasporti ferroviari e i percorsi via mare”. Anche i paventati benefici alla viabilità locale, come il dirottamento dei trasporti dalla Romea non sembra una scusa sufficiente per approvare il progetto: “Il tratto Cesena-Mestre già oggi si percorre più velocemente con l’autostrada, eppure i camion scelgono la Romea, non credo che introdurre un’altra strada a pedaggio risolva il problema”, sostiene ancora Martini che però non dimentica i problemi della strada statale: “Siamo preoccupati per la sicurezza e infatti riteniamo che vadano disincentivati i passaggi dei mezzi pesanti sulla Romea e i circa 2 miliardi stanziati dal Cipe per la Orte-Mestre potrebbero essere usati proprio per realizzare le opere di sicurezza sull’esistente e ripensare l’intero sistema della logistica italiana”.

Problemi anche per gli agricoltori: “C’è poca informazione tra gli imprenditori i cui terreni verranno attraversati dal tracciato – avverte Martini -. Noi vogliamo far conoscere il progetto, informare tutti che l’opera è stata riportata in vita ed è incombente dato che il ministro Lupi ha affermato di voler assegnare l’appalto entro il 2014”. Non mancano ovviamente le questioni ambientali: rimanendo sul territorio ferrarese, ad esempio, il tracciato taglierebbe una zona classificata come Zps (zona di protezione speciale) per gli uccelli nel Mezzano: “È la più grande area priva di edificazioni in tutta la pianura padano-veneta” ricorda ancora Martini. Il raccordo previsto con la Ferrara-mare invece interesserebbe un’area ad alta concentrazione archeologica, mentre lo svincolo per Codigoro taglierebbe anch’esso una Zps nella Garzaia dello zuccherificio.

Ma, ribadisce ancora Martini, “il tema va al di là delle problematiche locali e riguarda principalmente i trasporti in generale su tutto il territorio nazionale: va ripensato in maniera globale e non con questa visione ormai vecchia”.

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