Eventi e cultura
19 Novembre 2013
Il pianista milanese col "Trio Danese" conquista il Comunale in una serata tra allegria e grande jazz

Stefano Bollani, è il divertimento a fare il genio

di Ruggero Veronese | 4 min

Leggi anche

Occupano abusivamente una casa. Scattano denunce per cinque senzatetto

Stavano occupando abusivamente un edificio di proprietà di una donna che lo aveva ereditato, quando i carabinieri li hanno scoperti e denunciati. Protagonisti della vicenda cinque persone, tre uomini e due donne tra i 20 e i 40 anni, tutti senza fissa dimora, che ora dovranno rispondere di invasione di edifici e terreni

ImmagineEsistono solitamente due tipi di persone in mezzo al pubblico dei concerti jazz: gli appassionati e quelli che sono stati trascinati di malavoglia. In un’ora e mezzo di spettacolo al Teatro Comunale Stefano Bollani è riuscito ad annullare completamente la seconda categoria. Gli sono bastati un pianoforte, una bottiglietta d’acqua e due compagni danesi. Più, ovviamente, la sua genialità. Non la genialità del severa e composta del “Maestro” – potrebbe perfino offendersi sentendosi chiamare così -, ma quella allegra e libera del musicista in sala prove, che tra una gag e l’altra con i compagni alla batteria e al contrabbasso si diverte a improvvisare e a giocare con la musica, in cerca più del proprio divertimento che del consenso della critica.

Il risultato è una serata di grande jazz. Lo si capisce dalla concentrazione del pubblico, dalla sua immobilità mentre i fotografi fanno acrobazie tra la folla cecando lo spazio per uno scatto. E dopo venti minuti di concerto c’è chi neanche si accorge di avere un teleobiettivo appoggiato sulla spalla. Magia della musica di Bollani, che apre in maniera quasi tradizionale, con un paio di pezzi jazz in cui già si nota l’intesa e l’allegria con cui dialoga il “Danish Trio”, composto dal suo pianoforte, dal contrabbasso di Jesper Bodilsen e dalla batteria di Morten Lund. Bollani comincia il concerto seduto, ma le sue gambe non riescono a star ferme. Dopo pochi minuti sta già suonando inginocchiato, poi in piedi, ballando, poi semi-sdraiato sullo sgabello.

Ma il bello deve ancora venire. Il “Maestro” approfitta di un assolo di batteria per togliersi la giacca. Resta in maglietta e fa anche un po’ di stretching: ora l’atmosfera “da sala prove” è davvero pronta. Il trio finisce il pezzo successivo con una gag musicale: Bollani insegue una “scala impossibile” sulla tastiera ma finisce per ritrovarsi in mano una bottiglietta d’acqua. E mentre contrabbasso e batteria si incrociano in accompagnamenti e assoli, Bollani si alterna tra pianoforte e palcoscenico: tamburella con la bottiglia sulle assi di legno, con le mani sul proprio ventre, canticchia al microfono. Scene e suoni che non solo alleggeriscono l’atmosfera del Comunale e sollevano le risate del pubblico ma che, per qualche misteriosa ragione, si integrano perfettamente con le note e i ritmi degli altri musicisti. E per un attimo sembra davvero che l’unico accompagnamento davvero perfetto per quell’assolo di contrabbasso sia il suono delle mani di Bollani che tiene il tempo sulla propria pancia.

Lo stupore e il divertimento del pubblico toccano probabilmente l’apice quando il trio improvvisa un’impensabile versione di “Billy Jean”. Bollani canta il testo leggendo da un foglietto, sbagliando parole mentre la sua pronuncia e il ritmo dei due danesi si fanno via via sempre più “giamaicani”. Ne viene fuori una rivisitazione reggae dello storico pezzo di Michael Jackson, il tutto durante un concerto jazz al Teatro Comunale: davvero non si poteva chiedere di più in quanto ad originalità. Da showman consumato Bollani fa ripetere le strofe al pubblico, lo sgrida quando la pronuncia non suona abbastanza “alla Bob Marley” e poi, come se nulla fosse, si risiede al pianoforte e torna a guidare i colleghi nel territori del jazz.

Il concerto si chiude con un inedito ancora senza nome, che Bollani propone tra le risate generali di battezzare come “Ferrara”. “Mi è venuta l’idea stamattina, chissà perchè – scherza il pianista -. Ma vi avverto che che per capire certi brani bisogna avere ascoltato anche i dischi precedenti, almeno tre o quattro. E per puro caso qua fuori li vendono. Se volete Morten può anche venire a suonarli a casa vostra”. Un grande, grandissimo musicista che scherza e si diverte come un allievo al primo anno di conservatorio: è questo che colpisce del pianista milanese. Nota a margine: ieri sera c’era anche lo sciopero dei dipendenti del teatro, rimasti all’esterno durante lo spettacolo per protesta verso la dirigenza. Ma nessuno si sarebbe stupito nel ritrovare Bollani anche nella sala guardaroba, a riconsegnare giacche e cappotti agli spettatori prima di chiudere il teatro.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com