
Un fotogramma del video “Il nemico occulto” in cui viene preso di mira il giornalista Paolo Mieli
Baionette, moschetti, munizioni, un involucro di granata e, per concludere in bellezza, una bandiera con la svastica. C’è poco da discutere sulle “simpatie politiche” di Sergio Bettoni, 51 enne di Sermide e dipendente del Consorzio di Bonifica del Burana, che ha subito la perquisizione del proprio appartamento da parte della polizia postale nell’ambito dell’inchiesta Stormfront. Continuano infatti a pieno ritmo le indagini per portare alla luce i curatori del blog neonazista, protagonista negli ultimi mesi di attacchi spietati al mondo ebraico e non, che hanno coinvolto anche quattro professori dell’università di Ferrara: Marcella Ravenna, Carlo Pancera, Annalisa Pinter e Marco Righetti.
Negli ultimi giorni anche gli agenti si sono recati anche in un insospettabile appartamento di studenti a Ferrara, dove hanno sequestrato il computer portatile di un 27 enne di origine siciliane, che secondo gli inquirenti avrebbe diffuso su internet il video, realizzato da Stormfront, “Il nemico occulto”, un documentario sull’ebraismo inquadrato ovviamente in ottica pesantemente negazionista. I blitz sono partiti in 22 province su tutto il territorio italiano, da Torino a Messina, passando per Roma, Milano, Genova e L’Aquila. 35 le perquisizioni totali, che avevano in gran parte lo scopo di identificare le fonti di un documentario esplicitamente razzista e discriminatorio. E in cui, oltre alla “classica” rivisitazione storica della Seconda Guerra Mondiale, gli ebrei vengono indicati anche come manovratori occulti della finanza mondiale e responsabili dell’attuale crisi economica. Nel video completo, Stormfront prende di mira nomi molto noti di tutta la sfera pubblica: da Carlo de Benedetti a Mario Monti, da Paolo Mieli alla la famiglia Elkann e da Luca Barbareschi a Roberto Saviano.
Per il 27 enne siciliano l’ipotesi di reato è quella di istigazione all’odio etnico e razziale, mentre Bettoni è stato arrestato e dovrà difendersi dall’accusa di detenzione abusiva di armi. L’uomo era già noto come simpatizzante dei movimenti di estrema destra, essendo stato candidato alle elezioni amministrative comunali per la lista dei “Fasci Lavoratori”.
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