Comacchio
30 Ottobre 2013
I manifestanti chiedono un tavolo con vertici sanitari e stampa: "Il caso deve diventare nazionale"

S.Camillo, la Consulta vuole il confronto

di Mauro Alvoni | 2 min

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presidio comacchio 1Comacchio. La richiesta è quella di un tavolo di confronto con i vertici dell’Azienda Usl e della sanità provinciale e regionale, assieme ai rappresentanti della stampa, “per far sì che a livello nazionale si sappia cosa succede all’ospedale di Comacchio”. Così Manrico Mezzogori, presidente della Consulta Popolare San Camillo, che nella giornata di ieri ha continuato a presidiare il nosocomio assieme a decine di cittadini con l’intento di evitare la trasformazione annunciata in Casa della Salute. L’obiettivo, da qualche giorno ormai, è quello di impedire il trasferimento dei medici di base e di pediatria e contrastare il piano di riorganizzazione dell’Azienda Usl, chiamando alla resistenza passiva i comacchiesi.

Resistenza passiva che è già stata messa in atto con efficacia, al tentativo di ingresso dei medici accompagnati dalle forze dell’ordine, e che potrebbe ancora rendersi necessaria, dato che il presidio “proseguirà a oltranza”, come promette lo stesso Mezzogori. “Ci riproveranno nuovamente – è convinto Mezzogori – e infatti anche noi ci muoviamo in questa prospettiva. Oggi (ieri, ndr) la risposta dei cittadini comacchiesi è stata incoraggiante: in tanti si sono portati qui in ospedale per dare il loro contributo alla nostra battaglia, ma abbiamo chiesto loro di tornare tranquillamente alle rispettive abitazioni, stando comunque sempre allerta, perché in caso di necessità la nostra ‘macchina organizzativa’ sarebbe passata casa per casa ad avvertire”.

Una giornata tutto sommato “tranquilla”, quella di ieri al San Camillo, per quanto possa dirsi tranquilla una protesta con occupazione di un ospedale. La Consulta Popolare sta facendo il possibile per mantenere la piena funzionalità del San Camillo ristrutturato, potendo contare anche sull’appoggio della maggior parte dei gruppi consiliari in Comune. “I politici – spiega infatti Mezzogori – si stanno muovendo per interessare del caso, portandoli anche a Comacchio, consiglieri regionali e parlamentari. Bisogna far capire che questo è un ospedale supermoderno, che non è logico chiudere. E non è una questione di tagli  necessari, perché conosciamo meglio di loro i bilanci del San Camillo, bilanci in attivo”.

La protesta insomma prosegue, senza temere nemmeno ripercussioni di tipo legale che potrebbero però giungere – così veniva ventilato ieri in ambienti vicino all’azienda sanitaria – per l’interruzione di pubblico servizio, anche se al momento non se ne hanno conferme. “Se dovessero arrivare denunce – precisa infatti Mezzogori – le affronteremo con i nostri legali e risponderemo con le nostre denunce. C’è da chiedersi perché ancora nessuno mi abbia querelato su Cona, dato che da tempo dico che è fuorilegge. Perché non l’hanno fatto?”

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