Porto Garibaldi. Un caso di omicidio risolto grazie a un’indagine su un assegno rubato e utilizzato per una frode. La condanna per la truffa arriva solo oggi, mentre Stefania Guidi Colombi e Filippo Milazzo sono già in carcere, condannati a 20 anni per aver ucciso Rina Guidi nel settembre 2011. Ma da quanto emerso in tribunale è anche grazie al reato ai danni di una ditta comacchiese specializzata in abbigliamento da lavoro che i carabinieri trovarono i responsabili di quel gravissimo delitto avvenuto negli stessi mesi e che lasciò scioccata la popolazione di Porto Garibaldi.
La storia comincia all’inizio della stagione balneare del 2011, quando la Guidi Colombi aveva trovato lavoro in un bagno al Lido di Spina. Un impiego che non conservò a lungo, dal momento che il titolare del bagno la licenziò nei primi giorni di giugno e dopo pochi mesi, il 1° ottobre, la denunciò ai carabinieri di Comacchio per il furto di un assegno in bianco all’interno del locale. Ma nel frattempo la donna, assieme al compagno, aveva già orchestrato la truffa: dopo aver compilato l’assegno in bianco con false generalità e aver specificato un importo pari a 930 euro, Milazzo si presentò infatti presso una ditta di abbigliamento per un l’acquisto di un grosso quantitativo di merce. Inutile dire che fu impossibile per il titolare riscuotere la cifra, dal momento che la banca si accorse dello scambio di persona e bloccò il trasferimento di denaro. Non restava altro da fare per l’imprenditore che sporgere una querela e raccontare ai carabinieri tutti i dettagli della vicenda di cui era a conoscenza.
E così, grazie alle indagini su un assegno prima rubato e poi utilizzato per la truffa, gli inquirenti trovarono il filo per districare anche il mistero sul terribile delitto avvenuto sul finire dell’estate: l’omicidio Guidi. Una volta risaliti fino alla Guidi Colombi nel corso della prima indagine, si recarono infatti a casa della donna e del suo compagno per una perquisizione. Durante la quale saltò fuori anche la refurtiva rubata a casa dell’ex nuora della donna. Una coincidenza che diede la spinta decisiva alle indagini e al successivo processo.
La coppia sta attualmente scontando 20 anni di carcere per l’omicidio, ma la condanna appena inflitta in rito abbreviato dal tribunale macchierà ulteriormente la loro fedina penale. La Guidi Colombi (difesa dall’avvocato Saverio Stano) è stata infatti riconosciuta colpevole per truffa e scambio di persona (con pena di 8 mesi, sospesa, e 400 euro di multa), mentre per il compagno (rappresentato dall’avvocato Alessandra Palma) si aggiunge anche il capo di imputazione per ricettazione, per un totale di un anno e sei mesi e 1000 euro di multa. È invece caduta nel vuoto per un difetto di forma (“nella querela non era specificata – afferma Stanu – la volontà di procedere penalmente”) l’imputazione per il furto dell’assegno e la Guidi Colombi, che pure aveva riconosciuto di esserne l’autrice materiale (e quindi non imputabile per ricettazione), si è vista assolta dall’accusa.
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