Poggio Renatico
28 Settembre 2013
Assolto un 53enne perché incapace, disposta misura di sicurezza

Perseguita i parenti per l’eredità

di Ruggero Veronese | 2 min

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admin-ajax (10)Poggio Renatico. Una questione di eredità sfociata in un odio talmente profondo verso i familiari da spingerlo a una vera e propria persecuzione, con appostamenti sotto casa e davanti ai luoghi di lavoro e cartelli che riportavano ingiurie e minacce. Era questa la tesi sostenuta da alcuni parenti di F.B., 53 enne originario di Poggio Renatico, che è stato però assolto in tribunale dall’accusa di stalking.

I fatti risalgono al dicembre scorso, quando l’imputato cominciò i suoi “appostamenti” sotto la casa del fratello e davanti allo stabilimento dove lavoro il nipote. Appostamenti che – secondo quanto emerso dalle indagini – lo vedevano “sostare per giorni, immobile, al freddo, anche in ore notturne”, portando con sé cartelli con offese e minacce (venne visto anche con un coltello da macellaio di fronte all’azienda in cui è impiegato il nipote). E anche ai medici del reparto psichiatrico di Ferrara l’uomo non nascose il proprio rancore, dichiarando in almeno un’occasione il proposito di uccidere i propri parenti.

Nel corso del processo la difesa, sostenuta dall’avvocato Cristian Altieri e forte della perizia psichiatrica del dottor Luciano Finotti, ha sostenuto l’incapacità di intendere e volere al momento dei fatti. L’ipotesi della perizia ha convinto anche la pm Stefania Borro a chiederne l’assoluzione, concessa dal giudice Luca Marini.

La pm Borro ha anche chiesto per il 53enne, vista l’acclarata pericolosità sociale, la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno in una struttura protetta.

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