
Uno dei segnali “ingannevoli”: la svolta a destra indicata non si riferisce alla strada successiva, ma al parcheggio a pochi metri di distanza
Restituire i soldi delle multe ritenute irregolari, pena una class action. E’ l’esito del botta e risposta tra i banchi del consiglio municipale tra il sindaco Tiziano Tagliani e il consigliere di Futuro e Libertà Francesco Rendine, che arriva a ipotizzare una class action per la restituzione delle contravvenzioni comminate col sistema Musa. L’oggetto del contendere sono i segnali stradali che indicano gli ingressi alla Ztl in centro storico, segnalati come irregolari da Rendine in un’interrogazione consiliare del 5 settembre. Secondo il consigliere infatti le segnalazioni non sono abbastanza evidenti e molti automobilisti rischiano di accorgersi di essere in zona vietata solo dopo esservi rimasti “intrappolati” (in particolare i dischi di divieto d’accesso sarebbero troppo piccoli rispetto alle norme di legge).
Una richiesta non accolta da Tagliani, secondo il quale “le condizioni, previste dagli art. 79 e 81 del Reg. Cds, sono state rispettate”. Tagliani scarta l’idea, proposta da Rendine, di aggiungere una segnaletica orizzontale sulla strada, affermando che “l’utilizzo di questi simboli costituirebbe un elemento non consono al contesto storico monumentale di una città Unesco quale è Ferrara”, e aggiunge che “le misure ridotte dei segnali e la loro collocazione sono stati l’esito di attente valutazioni effettuate con polizia municipale, servizio infrastrutture – mobilità, soprintendenza ai beni culturali e con l’approvazione finale del Ministero dei trasporti”. Ma Tagliani sottolinea soprattutto un comma del Regolamento di esecuzione del codice della strada (art.77, co. 5) in cui si legge che “è consentito il permanere in opera di segnali già installati che presentano solo lievi difformità rispetto a quelli previsti”. Una condizione resa possibile secondo Tagliani anche dalla scarsa velocità con cui i mezzi transitano in centro storico “non più di 30 km/h”, che renderebbe i segnali visibili con un margine di tempo sufficiente.
Tutti argomenti che non convincono Rendine, che ribatte punto per punto pur ringraziando il sindaco “per la pronta risposta all’interpellanza e per la correttezza istituzionale”. L’argomentazione più “empirica” si basa sul numero di contravvenzioni: “In sei mesi – afferma il consigliere – ben 5.376 cittadini sono transitati sotto le telecamere di corso Porta Reno e questo perché, escludendo qualche raro caso di “autolesionismo” o di sfida aperta, la maggioranza di questi cittadini non ha visto per tempo i segnali”.

Il percorso da seguire per non entrare in Ztl. La striscia rossa corrisponde invece al tracciato suggerito sul sito del Comune
Ed è proprio l’accesso al centro da piazza Travaglio quello più critico, anche a causa della segnaletica complementare che per Rendine può rendere ancora più probabili gli errori degli automobilisti. “Il motivo principale per cui riteniamo sia necessario restituire i soldi delle multe – afferma il consigliere – è intrinseco nella segnaletica della piazza. È facile che gli automobilisti che hanno la fortuna di riuscire a notare l’irregolare microsegnale di preavviso (12 cm. di diametro del disco) in piazza del Travaglio (per il quale non ho potuto trovare alcuna deroga da parte dell’unico ministero competente), passino oltre l’ingresso del parcheggio, non pensando che questa sia la strada indicata dal cartello, che inoltre non è avvistabile da almeno 50 metri come previsto dal regolamento”.
A questo Rendine aggiunge anche la presenza sul sito web del Comune di una mappa della piazza che segnala “un percorso alternativo con l’uscita verso via Bologna che non è possibile: infatti il percorso corretto non è quello inesistente suggerito dal Comune”. Motivi che secondo Rendine sono sufficienti per rinnovare le proprie richieste a Tagliani: “La prego – è il suo appello al sindaco – di riconsiderare la disposizione della segnaletica presente, un adeguato richiamo o sanzione per quei tecnici comunali che hanno fatto apporre segnali sbagliati e la restituzione, almeno in parte, delle multe comminate ai cittadini entrati in Ztl, ciò anche al fine di evitare una class action che lo scrivente potrebbe valutare di organizzare”.
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