Cronaca
20 Settembre 2013
Toccante lettera dedicata al fratello da Donata Bergamini, domani a Ferrara per discutere di sporte e legalità

Denis, una lettera per l’angelo rossoblu

di Ruggero Veronese | 3 min

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1279016_725406910819415_760786342_oUna lettera che viaggia “col corriere della verità” e diretta alla Giustizia Italiana. Una lettera per richiedere tutti gli 8705 tasselli mancanti per ricostruire cosa accadde davvero il 18 novembre del 1989, uno per ogni giorno in cui è stata nascosta la verità sulla morte di Denis Bergamini. E a scriverla è Donata, la sorella che da 24 anni si batte perchè la giustizia italiana riconosca che il giovane calciatore argentano in forza al Cosenza non si suicidò gettandosi sotto le ruote di un camion che percorreva la statale Jonica, come per anni è stato affermato dalle sentenze dei tribunali. Ma si trattò di un omicidio, i cui esecutori e mandanti restano ancora avvolti nell’ombra nonostante la riapertura delle indagini da parte del Ris di Messina e l’avviso di garanzia recapitato nel maggio scorso all’allora fidanzata di Bergamini Isabella Internò.

Ma ieri, il 18 settembre, per la famiglia Bergamini era soltanto il giorno del compleanno di Denis. Il giorno in cui appoggiare per un attimo carte processuali, testimonianze e perizie per dedicare un pensiero al ricordo di quel famigliare che – come i genitori hanno sempre sostenuto – non avrebbe mai potuto decidere di uccidersi. E anche se non potrà essere letta dal destinatario della lettera, “l’Angelo rossoblu Denis Bergamini, in via delle Stelle, Paradiso”, forse il suo messaggio farà breccia soprattutto in chi è chiamato a indagare, giudicare e punire i colpevoli di un omicidio – fatto ormai accertato secondo le perizie depositate dai Ris presso la procura di Castrovillari – rimasto impunito per oltre un ventennio.

“Oggi potrebbe essere un giorno come tanti, ma c’è un piccolo particolare per me – scrive la sorella Donata -: è il compleanno della persona più speciale del mondo alla quale ho voluto tanto bene”. Una dedica che nasconde però la rabbia di Donata dopo tutti questi anni di omissioni, falsificazioni e smentite. “Da quel brutto giorno, quando qualcuno ti ha strappato la vita, quando qualcuno ha nascosto la verità, quando qualcuno non ha voluto o potuto renderti giustizia, mentre sulla tua torta le candeline accese si sono fermate a 27, quelle bianche, spente, aumentano di anno in anno nella speranza di assere accese per bruciare tutto il male che hai e abbiamo dovuto subire”.

Donata ricorda le serate passate insieme al fratello componendo puzzle per passatempo, e spera di potergli fare un regalo simile anche quest’anno, ora che le indagini sembrano aver trovato nuova linfa vitale: “Non dovrei dirlo, il regalo è sempre una sorpresa ma come sempre la complicità fra noi due non è mai mancata. Dè, vogliamo regalarti il puzzle della giustizia e della verità. I tasselli contati dina ad oggi sono 8705, uno per ogni giorno di mancata giustizia da quel lontano 18 novembre 1989, e stiamo attendendo i pezzi mancanti. Tra una lacrima e un sorriso i miei migliori auguri di buon compleanno accompagnati da un bacio”.

E la storia di Denis Bergamini e del suo difficile caso giudiziario verranno affrontati dalla stessa Donata anche domani sera alle 20:30 a Ferrara, nei giardini del Grattacielo all’incontro “Parliamo di sport e legalità”. L’incontro sarà moderato dal direttore di Estense.com Marco Zavagli e vedrà la partecipazione di Pierpaolo Romani (autore del libro “Calcio criminale e coordinatore nazionale di Avviso Pubblico), della delegata provinciale Coni Luciana Pareschi e dal delegato provinciale Fgci Giovanni Aretusi.

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