La frode delle cooperative andava ben oltre gli otto milioni di fatture evase: sono infatti quasi quattromila i lavoratori “in nero” emersi grazie all’indagine della guardia di finanza che ha fatto luce sulla frode fiscale messa in atto da diverse società cooperative specializzate in pulizie e facchinaggio, tutte con sede legale in provincia di Trapani ma facenti capo a due consorzi ferraresi. Le fiamme gialle e gli uffici pubblici coinvolti nell’inchiesta hanno infatti rilevato 3.983 violazioni in totale nelle prestazioni lavorative di cui si sono servite le aziende, riferite a 3.643 posizioni di cui circa la metà (1.726) connesse con la somministrazione fraudolenta.
Per far luce sulle irregolarità lavorative è stato decisivo il supporto dato agli uomini della guardia di finanza dalla Direzione territoriale del lavoro (Dtl), dall’Inps e dall’Inail, che hanno classificato i lavoratori coinvolti nella frode come dipendenti a tutti gli effetti del consorzio capofila. Per loro si parla di elusione contributiva e somministrazione fraudolenta di manodopera, con conseguenti sanzioni a carico del consorzio e di quattro delle aziende associate.
Per quanto riguarda le altre cinque cooperative associate, il confronto fra la documentazione ufficiale e quella posta sotto sequestro penale ed amministrativo da parte delle fiamme gialle ha consentito di rilevare varie irregolarità, soprattutto riguardo alle differenze orarie e alle irregolarità nell’applicazione delle norme contrattuali.
Grazie agli sviluppi dell’indagine sarà quindi possibile per Inps e Inail recuperare cifre di tutto rispetto da destinare alle casse pubbliche. Nei giorni scorsi sono state notificate 2.468 diffide accertative riguardanti soprattutto crediti patrimoniali vantati dai lavoratori, per una cifra pari a 1.368.377,88 euro. Le sanzioni amministrative comminate sono state pari a 863.616 euro, mentre quelle relative ad irregolarità di natura penale ammontano a 583.465 euro. Ma le cifre più importanti sono quelle relative ai contributi evasi: ben 4.570.888 euro, che dovranno essere versate dalle aziende ora che, grazie al supporto della Dtl, i lavoratori sono stati giudicati dipendenti a tutti gli effetti delle cooperative.
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