Mar 17 Set 2013 - 751 visite
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Postribolo, Negri e il sogno del padre

Il vescovo: “Mi è apparso in sogno e mi ha chiesto se ne valeva la pena di fare tutto questo casino. ’ La risposta è sì”

Negri -TaglianiIl postribolo? “Nei giorni in cui ho fatto quelle affermazioni mi è apparso in sogno mio padre e mi ha chiesto ‘ma ne valeva la pena di fare tutto questo casino?’ La risposta è sì, ne valeva la pena”. È lo strascico onirico di Luigi Negri che lo ha accompagnato i giorni successivi alle famose esternazioni sulla movida ferrarese.

L’arcivescovo, intervenuto nel convegno “Movida…Problema o opportunità”, organizzato da Ascom e Fipe presso la Camera di commercio, è soddisfatto del dibattito che le sue esternazioni polemiche sulle serate universitarie hanno scatenato in città: “ha avuto un risvolto positivo” afferma. Non entra però, nel suo intervento, nei problemi specifici legati agli esercenti, lasciando forse cadere definitivamente quella che appare sempre più come una provocazione, ovvero l’opzione di far chiudere le attività insediate in locali appartenenti alla curia, e neppure entra nel merito dei regolamenti comunali o delle leggi.
Il suo intervento è invece completamente dedicato ad un problema ben più spinoso, quello dell’educazione: “la questione educativa è essenziale –spiega-, il problema è dare ai ragazzi una ragione per vivere, perché non si socializza sugli istinti e sulle reazioni, il sesso da solo, il bere da solo non permette di socializzare”. La cultura è allora matrice della socialità: “essa nasce dalla cultura, tutti gli strumenti di benessere che diamo ai nostri figli sono solo illusioni, non creano una socialità”.

Dunque l’educazione come fulcro del problema: “quando sono intervenuto –chiarisce- ho inteso dire che c’era un problema educativo”. Essa diventa così il presupposto per i passi successivi da affrontare ad altri livelli perché altrimenti “tutte le responsabilità di carattere istituzionale finiscono per non attaccare il fondo”. Le soluzioni sono da trovare a partire dalla famiglia che “deve farsi un esame di coscienza”, passando per la scuola: “una scuola che è puramente educativa o, come accaduto dagli Sessanta in poi, puramente ideologica, non crea individui”, senza dimenticare la Chiesa: “credo che debba farsi un esame di coscienza e vedere se è in grado, oggi, di fare una proposta di vita e non solo iniziative, importanti ma che vengono dopo”.

Il problema va affrontato “perché i giovani sono una grande risorsa per la società–afferma Negri-, ma lo sono anche per se stessi, ma devono essere in grado di diventarlo”. Le aspettative non appaiono rosee agli occhi dell’arcivescovo: “pensate che questi giovani, che fra poco tempo avranno la necessità di fare certe scelte, riusciranno a farle? –si chiede-. Basta vedere i matrimoni che finiscono subito e come prevale ormai la convivenza a tempo perché manca il soggetto umano”. E così nasce anche la necessità di avversare la “cristianofobia, l’odio e la mancanza di rispetto per la Chiesa” e “difendere la tradizione cattolica, perché è fulcro di questa città, anche se non in modo esclusivo o egemonico, e in questo senso difendere la dignità della cattedrale per quello che rappresenta per una parte della comunità e per la città”.

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